
Radicate in Emilia-Romagna, le attività di Bi-Rex (Big data innovation & Research excellence) si estendono all’intero Paese, a partire da connessioni che si svilupperanno con tutti gli altri sette Competence Centre nazionali, oltre a quelli europei. Duplice la funzione del Consorzio: agire come struttura di servizio alle imprese, garantendo formazione, consulenza e orientamento nell’adozione di nuove tecnologie abilitanti; secondo, condividere e mettere a sistema le best practice sviluppate dai protagonisti, tra cui SACMI, che ha chiuso il 2018 con ulteriori investimenti in risorse, competenze e strutture (su tutte, SACMI Innovation Lab 4.0).
Prossimi step, dopo la costituzione ufficiale di Bi-Rex, la finalizzazione della richiesta di finanziamento al Ministero dello Sviluppo economico (9,2 milioni di euro), che si aggiungono agli oltre 15 milioni di investimento da parte dei partner privati. La Regione Emilia-Romagna metterà a disposizione del Consorzio ulteriori spazi presso il Tecnopolo ex-Manifattura Tabacchi, consentendo a Bi-Rex di entrare in sinergia con il data centre del Centro Meteo Europeo e i centri di Supercalcolo e Big data di Cineca e Infn.
“Bi-Rex sarà di servizio alle imprese di tutta Italia, garantendo loro formazione, consulenza e orientamento nell’adozione di tecnologie abilitanti sviluppate negli oltre 30 progetti collaborativi di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale focalizzati principalmente su connettività, automazione, manifattura avanzata e big data”, sottolinea l’ing. Domenico Bambi di SACMI, nella sua veste di presidente del Consorzio.
Il Competence Centre Bi-Rex realizzerà un articolato programma di attività finalizzato alla realizzazione, da parte delle imprese fruitrici, di nuovi prodotti e processi (o al miglioramento di quelli esistenti) tramite lo sviluppo e l’adozione di tecnologie avanzate in ambito Industria 4.0. “In questo modello – spiega Domenico Bambi – anche le PMI hanno la possibilità di essere protagoniste, attingendo a tecnologia, ricerca, competenze messe a disposizione dalle Università, dai Centri di Ricerca e dai grandi player, valorizzando le loro caratteristiche di flessibilità e artigianalità attraverso modelli produttivi più vicini alle richieste dei nuovi mercati”.




