
“La nostra Struttura– spiega il prof. Enrico Clini– lascia la sua sede storica, nella palazzina a fianco del Padiglione Beccaria e si sposta in nuovi spazi, adatti a una realtà specialistica di avanguardia e come centro di riferimento di terzo livello per la Provincia intera. In particolare, la nuova Terapia Semi – Intensiva non si limita a guadagnare due posti letto, che da 6 diventano 8, ma soprattutto è stata collocata in una area nata per le cure intensive e quindi dotata della logistica e della tecnologia necessaria per assicurare ai nostri pazienti con gravi difficoltà respiratorie il miglior trattamento possibile. Un’area, inoltre, posta nel Blocco Tecnologico che quindi meglio può interfacciarsi con il Pronto Soccorso e la Rianimazione, oltre che con gli altri reparti interni nel monoblocco”. In questo modo la struttura può agire direttamente per accessi dal PS o altri reparti interni e/o esterni (Step UP) oppure come interfaccia della Rianimazione per pazienti con problematiche respiratorie e in miglioramento (Step DOWN). Questa scelta della Azienda Ospedaliero Universitaria (AOU) può dunque assicurare un’ulteriore razionalizzazione dei percorsi di emergenza in seno all’ospedale.
Ogni anno nella sezione di Terapia semi-Intensiva Respiratoria della struttura vengono curati circa 100 pazienti che presentano insufficienza respiratoria acuta e acuta su cronica e da tempo può vantare su personale esperto e continuamente addestrato. “La scelta della azienda di dedicare spazi specifici, la nuova Terapia Semi – Intensiva – conclude Clini- costituisce una rarità nel nostro Paese. Ci auguriamo di potere premiare questa scelta con l’obiettivo di rafforzare il settore delle cure delle malattie respiratorie gravi che negli anni ha assunto sempre maggiore importanza e necessità di spazio all’interno del sistema sanitario”.
La Struttura Complessa di Malattie dell’Apparato Respiratorio è il centro di terzo livello per la diagnosi e il trattamento di patologie come l’asma, la BPCO, la Fibrosi Polmonare e il tumore del polmone. L’insufficienza respiratoria è la complicanza più grave di queste patologie.



