
“Spesso, al tema dell’immigrazione si associa maldestramente quello della sicurezza. Di certo la sicurezza è un prezioso bene comune, ma la si ottiene soprattutto combattendo le diseguaglianze, lo sfruttamento lavorativo, le mafie e promuovendo politiche di inclusione, economiche e sociali e del lavoro capaci di dare futuro a questo Paese. Non certo distruggendo un sistema di accoglienza diffusa e di qualità come lo SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che nella nostra regione ha prodotto tante buone pratiche; non certo considerando i richiedenti protezione internazionale persone pericolose, quando invece nella stragrande maggioranza dei casi fuggono da situazioni di pericolo; non certo aumentando il rischio di avere sul nostro territorio persone senza permesso di soggiorno perché non lo hanno potuto ottenere o rinnovare con le nuove regole. Infine, sicuramente non si produce maggiore sicurezza rendendo ancora più difficile ottenere la cittadinanza italiana a coloro che sono qui da anni, lavorano e contribuiscono al benessere di questo Paese”, gli ha fatto eco Ciro Donnarumma, componente della Segreteria regionale Cisl con delega all’immigrazione.
“Per tutti questi motivi – ha proseguito Pieri – condividiamo in pieno la presa di posizione espressa lo scorso 12 febbraio dalla delegazione della Caritas Emilia-Romagna sul cosiddetto “Decreto sicurezza”. Un documento in cui il vescovo delegato della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna per la carità e i direttori delle 15 Caritas diffuse in regione, oltre a esprimere un parere negativo sulla legge, chiedono un impegno su due livelli: il sostegno alla decisione dei sindaci e dei presidenti di Regione che hanno promosso il ricorso alla Corte Costituzionale; il contrasto alla legge con i mezzi a disposizione, seppur senza esimersi dagli “obblighi di legge”.
“Ecco perché, insieme alle organizzazioni che aderiscono alla manifestazione del 2 marzo a Milano, chiediamo inclusione, pari opportunità e una democrazia reale per un Paese senza discriminazioni e senza muri e per questo anche più sicuro, perché una sicurezza vera non esclude nessuno e non crea emarginazione”, ha concluso il segretario generale della Cisl regionale.


