
Tanti volti noti alla partenza, in un raduno che come sempre ha avuto il sapore dell’happening gioioso, senza tracce di competizione o agonismo. In prima fila l’Assessore allo Sport del Comune di Bologna, Matteo Lepore, insieme alla Consigliera comunale Roberta Li Calzi. Un vero debutto quello dell’Arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, accompagnato da don Massimo Vacchetti, vicario per la Pastorale dello sport, turismo e tempo libero della Diocesi bolognese. Determinatissimo sui 5 chilometri del percorso anche Daniele De Paz, presidente della Comunità Ebraica bolognese. Tra i “fedelissimi” Renato Villalta, Giovanni Setti, Giorgio Prodi, Stefano Dall’Ara, Marco Briolini, il patron di Rune Tune Up Stefano Soverini, il direttore del Settore Ambiente del Comune Roberto Diolaiti.

Ancora una volta, insomma, Bologna ha raccolto al volo l’idea vincente di 5.30. Quella di una camminata non competitiva che va in scena all’alba di un giorno lavorativo (rigorosamente di venerdì) per promuovere un sano stile di vita attraverso il movimento, il cibo, la cultura, l’arte e l’esperienza, nel contesto in cui la gente vive e lavora, con un evento sostenibile a impatto zero. Un fenomeno sociale e di costume che permette ai bolognesi di riscoprire il cuore della loro città in un orario insolito e affascinante.
Senza dimenticare l’impegno sociale. Parte del ricavato delle iscrizioni sarà devoluto al progetto Oplà, ideato dal settore Disabilità e Inclusione della Uisp. Inoltre, la 5.30 è allineata ai 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, dell’Agenda 2030. Per muoversi con gioia e con impegno. Come hanno fatto questa mattina cinquemila bolognesi.



