
“Numeri che non fanno altro che dare un’ulteriore conferma a ciò che la Cisl rivendica da tempo, vale a dire la necessità di elevare la qualità e la legalità del lavoro anche in Emilia Romagna anche attraverso una lotta serrata e prioritaria contro le cooperative spurie”.
Così Ciro Donnarumma, componente della Segreteria regionale della Cisl, ha analizzato e commentato i dati diffusi dall’Ispettorato del Lavoro sull’attività ispettiva nel settore delle cooperazione.
Nel complesso, a livello regionale, ben 1.438 lavoratori sono risultati irregolari , di cui 44 in nero. Le ispezioni hanno consentito di recuperare oltre tre milioni di euro di contributi evasi. Molte delle realtà sanzionate derivano dal comparto del terziario, dei trasporti e del facchinaggio, con il 47% delle pratiche avviate.
A Bologna su 15 accertamenti effettuati sulle coop sono state rilevate 12 irregolarità di varia natura; a Ferrara – Rovigo, l’Ispettorato territorialmente competente ha definito 8 accertamenti con esiti tutti irregolari. A Modena sono in corso delle ispezione dal 2018, con alcune coop indagate per lavoro nero, appalti illeciti, errato inquadramento previdenziale e contrattuale; anche a Parma le tre coop monitorate presentano tutte irregolarità di varia natura (contribuzione inferiore ai minimi, mancato pagamento di retribuzione e TFR, lavoro nero). A Piacenza le 4 coop ispezionate sono risultate tutte irregolari, anche in questo caso per ricorso al lavoro nero e salari pagati in ritardo. Anche a Forlì – Cesena l’unica cooperativa ispezionata ha avviato un tirocinio formativo in assenza dei requisiti stabiliti dalla legge regionale. Infine, a Rimini su 9 coop ispezionate 6 sono risultate irregolari sotto qualche profilo; in particolare sono stati trovati ben 27 lavoratori irregolari o in nero.
“E’ necessario – ha rincarato la dose Filippo Pieri, segretario generale della Cisl Emilia-Romagna – che si potenzino i controlli e che istituzioni e imprese affidino gli appalti e i subappalti a soggetti economici pienamente operanti nella legalità e nella regolarità”. “Di sicuro – conclude il massimo dirigente della Cisl regionale – la recente legge “sblocca cantieri”, con la reintroduzione del massimo ribasso, l’ampliamento dell’affidamento diretto dei lavori e il ricorso fino al 40% al subappalto, non farà altro che favorire lavoro irregolare, infiltrazioni mafiose e illegalità. E non certo una vera sburocratizzazione, uno degli obiettivi basilari auspicati dallo stesso sindacato”.

