Home Reggio Emilia I nuovi progetti sostenuti dal bando WelCom della Fondazione Manodori

I nuovi progetti sostenuti dal bando WelCom della Fondazione Manodori

Orientare ai servizi e favorire i legami sociali. Sono gli obiettivi dei nuovi progetti ideati nell’ambito del bando WelCom rivolto, in particolare, ai cittadini più vulnerabili rispetto ad una situazione economica instabile.

Il bando WelCom, promosso dalla Fondazione Manodori, è nato per prevenire e sostenere le fragilità diffuse e, fino ad oggi, sono stati investiti 800mila euro per migliorare la qualità della vita nel territorio reggiano individuando servizi innovativi. WelCom si pone l’obiettivo di progettare e gestire in modo condiviso una serie di attività che possano rispondere ai bisogni attuali e ad un contesto sociale in continuo mutamento.

I due progetti saranno realizzati da una rete di soggetti pubblici e privati che nei mesi scorsi hanno lavorato insieme per definire le problematiche su cui intervenire.

Un progetto è dedicato ai nuclei familiari e sulla gestione del bilancio e dei consumi domestici. L’amministrazione delle utenze, infatti, può trasformarsi in una selva di contratti e di incombenze burocratiche che disorienta, inducendo scarso controllo che può portare, a volte, anche a situazioni di indebitamento da parte del nucleo familiare. Il progetto tende quindi ad orientare rispetto agli strumenti di tutela ed informazione a disposizione dei cittadini, per incentivare consapevolezza e conoscenze specifiche.

Le iniziative saranno messo in atto da Federconsumatori, Comune di Reggio Emilia, cooperativa sociale Coress, Adiconsum Emilia Centrale, Ancescao, Tiwi, Spi – Cgil.

L’altro progetto interpreta i legami sociali come nodo strategico per rifondare un senso più ampio di comunità e solidarietà. Proprio lo sbriciolamento dei rapporti interpersonali, anche e soprattutto tra vicini di casa, è spesso alla radice di problemi legati all’isolamento e alla mancanza di punti di riferimento.

Un fenomeno che si amplifica nella grandi città, ma si registra anche nel nostro territorio e diventa maggiormente evidente per la popolazione anziana, per chi vive malattia o disabilità, per i cittadini stranieri. Si tratta quindi di sperimentare nuove forme di vicinato, di portierato di quartiere per supportare in particolare chi è fragile o rischia di diventarlo proprio per mancanza di un tessuto di relazioni familiari o sociali.

Questo percorso sarà coordinato da cooperativa sociale Progetto Crescere, consorzio Oscar Romero, centro sociale Papa Giovanni XXIII, associazione culturale Cinqueminuti, Fondazione Mondinsieme, associazione di volontariato Nuovamente, cooperativa sociale Rigenera, Asp Città delle persone, Acer, Impact Hub, Legacoop Emilia Ovest.