
Sul mercato Usa – sottolinea la Coldiretti – il Made in Italy è cresciuto fino ad ora più del doppio rispetto al mercato mondiale dove la crescita è stata pari ad appena il 2,6% nei primi otto mesi.
Ad essere maggiormente interessati dai dazi sono peraltro i prodotti alimentari che fanno registrare in Usa un boom del 13% da gennaio ad agosto 2019 dopo aver messo a segno nel 2018 – sottolinea la Coldiretti – il record dell’export a 4,2 miliardi. Dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano fino al Gorgonzola ma anche salumi, agrumi, succhi e liquori per un valore delle esportazioni di circa mezzo miliardo di euro saranno colpiti da dazi aggiuntivi del 25% che provocheranno il rincaro dei prezzi al consumo ed una preoccupante riduzione degli acquisti da parte dei cittadini e ristoratori statunitensi.
“E’ quindi importante l’apertura del presidente degli Stati Uniti Donald Trump all’Italia che rischia di essere ingiustamente punita dai dazi Usa per la disputa tra Boeing e Airbus che è essenzialmente un progetto francotedesco a cui si sono aggiunti Spagna e Gran Bretagna” afferma il Presidente della Coldiretti Ettore Prandini nell’apprezzare l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che in Usa ha esortato a “trovare un metodo di confronto collaborativo per evitare uno scambio di provvedimenti ritorsivi tra le due parti”.
“In questo contesto è importante che la proposta della Coldiretti di attivare aiuti compensativi per azzerare l’effetto dei dazi americani su alcuni prodotti agroalimentari sia stata accolta dal Governo italiano e portata all’attenzione dell’Unione Europea” conclude Prandini nel sottolineare che “occorre rafforzare i programmi di promozione dei prodotti agricoli nei paesi terzi e concedere aiuti nazionali agli agricoltori che rischiano di subire gli effetti di una tempesta perfetta tra dazi Usa e Brexit, dopo aver subito fino ad ora una perdita di un miliardo di euro negli ultimi cinque anni a causa dell’embargo totale della Russia”.



