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Oggi a Reggio il convegno dell’Ordine degli Avvocati “Intelligenza artificiale tra etica e diritto”

“L’intelligenza artificiale applicata al diritto, in particolare quella predittiva, è un tema complesso e di crescente attualità che non va rifiutato a priori, ma con cui va raggiunto un equilibrio: non esiste infatti strumento elettronico che non abbia necessità della guida umana”. La dottoressa Cristina Beretti, presidente del Tribunale di Reggio Emilia, ha introdotto così il convegno organizzato dall’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia, coordinato dalla presidente avv. Celestina Tinelli, dal titolo “Intelligenza artificiale tra etica e diritto: un orizzonte congiunto per avvocatura e magistratura”, che si è tenuto presso l’Aula 5 del Tribunale di Reggio Emilia. “Quando si parla d’incontro tra intelligenza artificiale, diritto e giustizia si pensa immediatamente ad un effetto di sostituzione, tale per cui il giudice possa diventare un robot, cosa che in realtà non potrà mai accadere – ha spiegato la professoressa Daniela Piana dell’Università degli studi di Bologna e componente della Commissione ricerca Ocse sulla Giustizia – si tratta piuttosto di un incontro di intelligenze che usufruiscono di informazioni in formato digitale le quali, messe in relazione tra loro in modo scientifico, acquisiscono la straordinaria capacità di elaborare previsioni, quindi possiamo parlare di intelligenza aumentata”. “Dobbiamo scegliere se gestire o subire i processi dell’intelligenza artificiale – ha proseguito il presidente della Corte d’Appello di Brescia, dr. Claudio Castelli – se impariamo a gestirla, avremo la possibilità di automatizzare flussi di lavoro, elaborare documenti, raccogliere banche dati, confrontare informazioni. In questo modo si potrà riprogettare completamente il lavoro, risparmiando risorse e garantendo al cittadino tempi certi, trasparenza ed equità”. Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Emilia ha istituito una Commissione di studi che si occupa di giustizia predittiva, strettamente collegata all’utilizzo delle cosiddette intelligenze artificiali. “L’avvocatura – ha sottolineato la presidente Tinelli – è protagonista imprescindibile nella costruzione di un modello di governance che coniughi il principio del giusto processo con le potenzialità delle intelligenze artificiali”.