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Giornata Mondiale del Malato: Mons. Castellucci incontrerà i dipendenti e i pazienti al Policlinico di Modena

Monsignor Erio Castellucci, Arcivescovo di Modena-Nonantola sarà di nuovo gradito ospite dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, questa volta al Policlinico di Modena domani lunedì 10 febbraio in occasione della XXVIII Giornata Mondiale del Malato che, come ogni anno, si celebra l’11 febbraio, giorno della prima apparizione della Madonna a Lourdes. Mons. Castellucci ha accettato l’invito del Direttore Generale, Ivan Trenti, del Parroco, don Ilario Cappi e del Cappellano don Carlo a incontrare non solo una rappresentanza dei pazienti ma anche dei professionisti che ogni giorno lottano con la malattia al Policlinico di Modena e all’Ospedale Civile di Baggiovara.

L’appuntamento è alle ore 15,00 al Centro Didattico del Policlinico. A seguire, Mons. Castellucci visiterà la Cardiologia del Policlinico. Alle ore 16.20 celebrerà la Messa nella Chiesa dell’Ospedale. Sia l’Incontro in Aula Magna delle 15 che la Messa delle 16.20 saranno trasmessi in diretta sul Canale 12 delle TV del Policlinico (HD sul 512 per Tv compatibili), senza costi per i degenti..

Il tema di quest’anno è tratto dal Vangelo di Matteo (Mt 11,28): “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”.

Le celebrazioni si concluderanno sabato 15 febbraio presso la Chiesa dell’Ospedale Civile di Baggiovara con la Messa celebrata da Mons. Lino Pizzi, alle ore 16.30.

La Direzione, i professionisti e i pazienti dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria ringraziano Mons. Castellucci per aver accettato l’invito.

La Giornata del Malato
La Giornata Mondiale del Malato è stata voluta da San Giovanni Paolo II nel lontano 1992, ha lo scopo di sensibilizzare le comunità cristiane e la società civile sui problemi della cura e dell’assistenza nei confronti di chi soffre, richiamando – altresì – l’impegno sociale del volontariato sanitario, aiutando i malati a sentirsi soggetto attivo nella comunità, non solo cristiana, e ponendo l’accento sulla necessità di pervenire ad una effettiva umanizzazione della cura e dei luoghi di cura.