
E proprio questo il punto: l’Amministrazione vuole andare da sola? Non vuole più avere, come gli altri comuni, il proprio punto di riferimento nello IAT di Maranello? Una scelta controcorrente rispetto all’andamento dei flussi turistici. Che dimostrano che dove ci sono territori che offrono delle esperienze variegate (dal museo dell’automobile, al palazzo storico, al parco , alla gastronomia, al percorso naturalistico,….) i turisti arrivano. Ma bisogna individuare progetti di valorizzazione turistica da realizzare in forma unitaria. E bisogna sfruttare punti di interesse che , dopo anni di promozione, come il Museo Ferrari, si sono affermati.
Per quale forma di assurdo orgoglio si rinuncia alla visibilità che garantisce il punto informativo dentro il Museo Ferrari? Che, lo ricordiamo, è il quinto museo più fotografato su Instagram (e conosciamo l’importanza dei social). E’ in vetta alle classifiche delle attrazioni più visitate in Emilia Romagna, con numeri tre volte superiori a quelli di S.Apollinare in Classe a Ravenna. E compete, per incremento dei flussi, con alcuni musei nazionali come la Galleria Borghese. Dati sottolineati dal Sole24ore a dicembre 2019. Ancora una volta, non si è capaci di guardare più in là dei confini comunali e di progettare per il futuro.
Da ultimo: questa scelta è ancora più incomprensibile oggi, quando nel sistema sono entrati anche i quattro comuni della montagna: Frassinoro, Montefiorino, Palagano e Prignano. A dimostrazione che tutti hanno capito che per valorizzare un territorio chiudersi entro i confini comunali non ha senso : ma non Sassuolo. Con le poche risorse che risparmierà non riuscirà ad aprire un vero ufficio turistico, con personale multilingue, aperto tutti i giorni dell’anno, con una pubblicità costante e mirata sui social… forse ci limiteremo alla distribuzione di depliant.
O forse ci accontenteremo del fatto che il Palazzo Ducale ha avuto più ingressi perchè a novembre c’è stato bel tempo, come hanno detto dalla giunta.




