
Le attività riguardano la gestione dei rifiuti speciali (non pericolosi) derivanti da industrie dolciarie e della panificazione del Nord Italia ritirati fraudolentemente da tre aziende reggiane e poi reimmessi illecitamente, tramite articolati raggiri documentali, nel mercato della zootecnia, per la produzione di mangimi destinati all’alimentazione degli animali da reddito, e nelle centrali a biogas per la produzione di energia rinnovabile.
Le condotte illecite hanno comportato potenziali rischi per la salute ed il benessere degli animali allevati e dei prodotti derivati da destinare all’alimentazione umana nonché potenziali rischi di inquinamento delle varie matrici ambientali.
Due società reggiane erano già state oggetto di indagine da parte del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Reggio Emilia per gli stessi reati.

Alle attività hanno inoltre partecipato i militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Reggio Emilia, i quali hanno riscontrato la presenza di 2 lavoratori in nero e, di conseguenza, hanno emesso un provvedimento di sospensione attività imprenditoriale comminando una sanzione amministrativa di 10.800 euro.



