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Botte a moglie e figlia: denuncia e divieto di avvicinamento per un 45enne nel reggiano

Per anni ha subito le offese e violenze del marito che non ha mai denunciato per amore. In silenzio ha sopportato le quotidiano offese e aggressioni che l’uomo le riservava, ma quando un giorno il marito ha usato violenza alla figlia, “colpevole” di essere intervenuta indifesa della mamma, la donna non ha esitato a chiamare i carabinieri e denunciare quanto accaduto.Le investigazioni dei carabinieri di Sant’Ilario d’Enza hanno rivelato che anche la moglie da oltre tre anni era sottoposta a continui maltrattamenti.

Gravi e inauditi episodi di violenza per i quali, al termine delle indagini, i carabinieri in forza alla stazione di Sant’Ilario d’Enza hanno denunciato alla Procura reggiana un 45enne rumeno residente nella Val d’Enza accusato dei reati di maltrattamenti in famiglia e percosse. Il sostituto titolare dell’inchiesta, condividendo con le risultanze investigative dei Carabinieri ha richiesto e ottenuto dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia, l’applicazione nei confronti dell’uomo della misura coercitiva dell’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alle vittime. Provvedimento di natura cautelare che è stato eseguito dai Carabinieri della stazione di Sant’Ilario d’Enza.

Pesanti come un macigno le accuse mosse all’uomo che dal 2016 in costante stato di abuso alcolico maltrattava la propria moglie 40enne insultandola ripetutamente, scagliandole addosso oggetti della casa, dandole schiaffi o tirandole i capelli, sputandola in faccia il tutto al solo fine di prevaricare in casa e imporre la propria persona sulla moglie, arrivando alla fine anche a usare violenza verso la figlia 18enne. Insulti, minacce di morte rivolte alla moglie che per amore dell’uomo non l’aveva mai denunciato sino a quando lo stesso non ha preso a schiaffi la figlia intervenuta in difesa della mamma. Gravi episodi quelli denunciati dalla donna che, riscontati dai militari in forza alla locale stazione, hanno condotto le indagini hanno visto la Procura reggiana richiedere ed ottenere dal GIP del Tribunale di Reggio Emilia il citato provvedimento di natura cautelare che è stato eseguito dai Carabinieri che hanno posto fine alle violenze dell’uomo.