Home Fiorano Risposta del sindaco di Fiorano alla lettera aperta di Fratelli d’Italia

Risposta del sindaco di Fiorano alla lettera aperta di Fratelli d’Italia

Rispondo brevemente alla lettera aperta (la prossima volta vi chiederei di inviarla, come di solito si fa, anche al sottoscritto, semplicemente perché avrei potuto non vederla: mi è stata segnalata da terzi) e, non rispondendo, mi dispiacerebbe apparire maleducato.  Rispondo brevemente e senza entrare nel merito di quanto leggo, per due ragioni semplici:

1. Devo dire che purtroppo evidentemente nella mia  riflessione non sono stato  sufficientemente chiaro in quanto non mi riferivo a ciò che avete evidenziato;

2. le caratteristiche delle mie giornate non mi  danno ora il tempo per dilungarmi. Guardate,  il mio post di domenica non ha alcun contenuto né polemico, né partitico, né entra nel merito dei temi che tocca  e che voi ampliate (debito, Europa, analisi dell’operato di governo, quota cento, ecc)  ma fa un discorso generale che, credo, difficilmente possa non essere condiviso  (tanto è vero che ha trovato il consenso di persone di diversa estrazione partitica). Quota cento, ad esempio, è semplicemente un esempio relativo all’elettorato , per dire che spesso l’elettorato, da quando il mondo è mondo, rischia di preferire un beneficio immediato piuttosto che un provvedimento che darà i frutti più lontano nel tempo. Preferite un esempio diverso?  Posso mettere  gli 80 euro di Renzi, per capirci. Non ho problemi , in quanto  non entravo nel merito o valutazione di questi temi. Il mio post si poneva ad un livello diverso rispetto al discorso che avete sviluppato, su un’altra lunghezza d’onda. Per fortuna, alla mia età posso dire di aver raggiunto da diverso tempo (o forse l’ho sempre avuta, grazie a Dio)  una cosa che mi è carissima: la libertà dalla soggezione a bandiere o gruppi o al partito a cui faccio riferimento.  Chi mi conosce sa che sono sempre stato prodigo di critiche anche dure alla mia parte politica quando ritengo che erri.  E non ho neppure come dite “l’ossessione del debito”: pensate che culturalmente mi sono sempre riconosciuto nella dottrina keyesiana, correttamente intesa.  Il mio è un discorso realistico e generale. Per questo non posso replicare alle vostre considerazioni, perché di queste non ho parlato. Figurarsi, tra l’altro, se in un momento come questo perdo tempo a fare polemica politica. Questa non m’interessa. Voi mi parlate come membri di un partito, io invece non ho scritto dalla parte del partito a cui faccio riferimento. Il partito e la politica per me non sono una identità.