Home Bologna Coronavirus, i Giovani Imprenditori Cna Bologna: “Ossigeno alle giovani imprese o l’Italia...

Coronavirus, i Giovani Imprenditori Cna Bologna: “Ossigeno alle giovani imprese o l’Italia rischia di non avere futuro”

Accelerare sull’infrastrutturazione digitale del Paese, garantire alle imprese un sistema di finanziamento per le effettive necessità e che sostenga i progetti più innovativi, assicurare una ripresa dell’economia alleggerita dalla zavorra della burocrazia.

I Giovani Imprenditori della Cna stilano la check list destinata alle istituzioni per fronteggiare la grave emergenza in corso.

Accanto a quella umana, infatti, c’è la tragica crisi economica. Guarda avanti, al “dopo”, il raggruppamento di imprenditori under 40 della Cna, quando servirà aumentare spesa pubblica e privata in ricerca e sviluppo in tutti gli ambiti anche per garantire, in futuro, la sicurezza dei cittadini.

“Servono interventi coraggiosi, imponenti e tempestivi da parte delle istituzioni – spiega Fabio Poli, Presidente Giovani imprenditori Cna Bologna – per evitare danni irreparabili al sistema delle imprese e allo stesso tessuto sociale”.

Cna Giovani Imprenditori chiede di irrorare il sistema economico italiano di liquidità per evitare mancati pagamenti al 94% delle imprese italiane, garantire la sopravvivenza a tantissime imprese italiane e consentire una ripartenza immediata.

“Le piccole e medie imprese – prosegue Fabio Poli – abituate a fare affidamento solo sui propri mezzi, hanno bisogno di coraggio e supporto. Ma, soprattutto, serve un piano per il futuro, un piano da attuare non appena l’attuale situazione di emergenza sanitaria sarà alle spalle. Dopo aver messo in sicurezza la salute di tutti e non appena riaccenderemo il motore dell’economia sarà necessario uno sblocco immediato dei cantieri vecchi e l’avvio dei nuovi”.

I giovani conoscono la crisi: molti hanno avviato le proprie imprese nel pieno della bufera economica, in un sistema costellato da ostacoli. E oggi si ritrovano senza paracadute: rischiano di dover chiudere non per una cattiva gestione della propria attività, ma per lo stato emergenziale. Finita l’emergenza, senza le giovani imprese, il Paese rischia di ritrovarsi senza futuro.