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Il ricordo del vescovo emerito Giovanni Paolo Gibertini, scomparso nella notte

Si è spento questa notte, presso la Casa del Clero “San Giuseppe” di Montecchio, il vescovo emerito Giovanni Paolo Gibertini; avrebbe compiuto 98 anni il prossimo 4 maggio.

Monaco benedettino da 81 anni –  entrato tredicenne nell’Ordine dei Benedettini del Monastero di San Giovanni di Parma nel 1935, aveva emesso nel 1939 la professione religiosa – , era stato ordinato sacerdote il 12 agosto 1945 nella chiesa dell’abbazia benedettina di Torrechiara dal vescovo di Parma Evasio Colli assieme al fratello padre Stanislao.

Il 25 aprile 1983 – festa di San Marco evangelista – monsignor Giovanni Paolo Gibertini veniva consacrato vescovo nella basilica di San Giovanni Evangelista in Parma dal cardinale Sebastiano Baggio. Tra i vescovi celebranti era anche mons. Gilberto Baroni, a cui mons. Gibertini successe nel 1989 alla guida della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. Il motto episcopale scelto dal vescovo Paolo è stato: “Quarere Deum”, cioè “Cercare Dio” (tratto dalla Regola di San Benedetto).

Nato a Ciano d’Enza (RE) il 4 maggio 1922 e battezzato con il nome di Giovanni, mons. Gibertini  nel 1938 ha intrapreso il noviziato benedettino assumendo il nome di Paolo e l’anno seguente ha emesso la professione religiosa.

Dal 1947 al 1955 ha ricoperto l’incarico di superiore del Seminario minore del monastero benedettino di Parma. La Sardegna per un trentennio è stata il campo d’azione pastorale di mons. Gibertini. Infatti nel 1955 veniva inviato nell’isola assieme a sei confratelli per la fondazione del Monastero di San Pietro di Sorres, diocesi di Sassari; fino al 1967 ne è stato superiore e dal 1967 al 1973 priore. Trascorso un anno nell’eremo di Bismantova, nel 1974 ha fatto ritorno in Sardegna e ha svolto il suo ministero nella parrocchia di Borutta (Sassari), di cui dal 1977 al 1979 è stato parroco.

Nel 1979 veniva eletto Abate del Monastero benedettino di Parma, alla cui guida è rimasto fino al 1983, quando è divenuto vescovo della diocesi di Ales-Terralba, per la quale ha scritto tre lettere pastorali.

L’11 luglio 1989, festa di San Benedetto abate, Papa Wojtyla lo chiamò alla guida della Chiesa reggiano-guastallese; fece il suo ingresso in diocesi il 24 settembre, che ha guidato sino al 20 settembre 1998; dal 27 settembre dello stesso anno ha fatti ritorno nell’Abbazia benedettina di Parma e dal 2012 era ospite della Casa del Clero di Montecchio.

 

Peculiarità del ministero episcopale

Vicinanza alle persone – sacerdoti, laici, religiosi-, soprattutto agli ammalati: questa una costante dello stile pastorale di mons. Gibertini.

Attenzione prioritaria ha riservato ai poveri, alla Caritas – alla cui guida volle don Luigi Guglielmi-, e alle comunità di recupero dei tossicodipendenti, da lui periodicamente visitate. Semplicità e affabilità, sorriso, piena disponibilità al dialogo, senso dell’amicizia lo hanno costantemente contraddistinto.

L’episcopato reggiano di mons. Gibertini è stato contrassegnato da importanti avvenimenti e da intensa attività pastorale. Momenti salienti, che hanno inciso anche sulla vita cittadina, sono stati: la celebrazione del IV centenario del primo Miracolo della Beata Vergine della Ghiara e della costruzione del Tempio; l’indizione dell’Anno Mariano diocesano 1996/1997; l’intronizzazione della restaurata statua dorata della Madonna sul tiburio della cattedrale; la consacrazione episcopale di mons. Luciano Monari.

A mons. Gibertini si devono anche la riqualificazione interna ed esterna del palazzo vescovile per aprirlo alla città, il restauro del porticato rinascimentale e la ripavimentazione del cortile; l’avvio della realizzazione del Museo Diocesano con l’allestimento del percorso espositivo di arredi e ambienti; il restauro e l’ampliamento degli ambienti della Mensa del povero; la collocazione della statua della Madonna nel cortile del vescovado. Il Vescovo Paolo ha compiuto inoltre la canonica visita pastorale in tutte le parrocchie della diocesi. Attenzione ha riservato alle missioni diocesane.

Le prime quattro lettere pastorali del vescovo Paolo alla diocesi sono state incentrate sul tema del “cercare Dio”: Cercate Dio nella sua dimora; Cercate il volto del Signore; Cercate e troverete; Cercate la sapienza. Le ultime due sono state dedicate alla Vergine: Una donna perfetta chi potrà trovarla; Maria ieri oggi sempre.

Il suo episcopato in terra reggiano-guastallese è stato contrassegnato da attento studio della Parola di Dio, profondo amore per la liturgia; intensa devozione mariana. Ha voluto riprendere la celebrazione della liturgia delle ore in Cattedrale nelle domeniche di Avvento e Quaresima. Il vescovo Paolo ha dedicato costante cura al laicato, preoccupandosi della sua formazione e responsabilizzazione, e in particolare all’Azione Cattolica; attenzione ha sempre riservato al mondo della scuola, alle scuole materne della FISM e all’Istituto San Vincenzo de’ Paoli.