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Lapam “Il paradosso del pasticcere: consentita la consegna a domicilio ma non l’asporto”

Il paradosso del pasticcere: le pasticcerie artigiane possono consegnare a domicilio i dolci, ma non possono prestare il servizio da asporto, come avviene per tante altre attività paragonabili. Un vero e proprio paradosso che Lapam Confartigianato ha fatto presente con una lettera al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli: “Si stanno verificando palesi discriminazioni operate dai codici Ateco – sottolinea Daniele Casolari, responsabile sindacale Lapam -, consentendo ad alcune aziende di proseguire l’attività anche con possibilità di asporto dei prodotti, pur con le necessarie misure di prevenzione, e vietando ad altre, simili, la possibilità di vendere direttamente i propri prodotti in quanto obbligate alla chiusura anche nel caso in cui le stesse effettuino la vendita nella sola modalità da asporto dei prodotti. È il caso, ad esempio, delle imprese artigiane di produzione di pasticceria che non potrebbero vendere la loro produzione dolciaria quali colombe, uova di cioccolata e altre prelibatezze artigianali con la modalità da asporto ma solo con la consegna a domicilio (con ulteriori oneri annessi). È invece consentita ai negozi al dettaglio la vendita di prodotti analoghi, in prevalenza industriali, rispettando le misure di prevenzione individuate dal Governo”. Un vero paradosso, in pratica negozi e grande distribuzione possono vendere prodotti di pasticceria artigianale, tranne… chi conduce una pasticceria artigianale.

Casolari conclude: “La situazione di estrema difficoltà economica che si va ad aggiungere all’emergenza sanitaria ancora in corso, pone le micro e piccole imprese in una situazione ancora più critica in assenza di certezze di interpretazioni normative e di discriminazioni. Chiediamo un intervento tempestivo al fine di porre, pur con le dovute e necessarie precauzioni, le nostre imprese nella condizione di continuare a operare laddove imprese con codici Ateco diversi ma produzioni simili proseguono nell’attività, naturalmente nel pieno rispetto delle norme sanitarie”.