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Nella sua stanza le dosi di cocaina pronte allo spaccio: 24enne arrestato a Cavriago

All’anagrafe operaio di fatto, stando alle risultanze investigative dei carabinieri della stazione di Cavriago, arrotondava alacremente dedicandosi all’illecita attività della compravendita di sostanze stupefacenti. Questa la metamorfosi di un insospettabile incensurato 24enne cittadino albanese, arrestato dai carabinieri della stazione di Cavriago nell’ambito di un indagine antidroga che, prendendo spunto dal movimento sospetto registrato nei pressi di un’abitazione del paese, ha portato i militari a svolgere una mirata attività di approfondimento culminata nella mattinata di ieri con la decisione di dare corso ad una perquisizione domiciliare, al fine di trovare i dovuti riscontri a quanto sospettato.

Nell’abitazione i militari individuavano alcuni cittadini albanesi che occupavano le rispettive camere in maniera indipendente, tra i quali un 24enne che, appresi i motivi della presenza dei carabinieri, si mostrava collaborativo consegnando ai militari una cassetta di sicurezza portatile, risultata contenere una decina di dosi di cocaina già confezionate del peso di oltre 5 grammi, tre involucri con cocaina aventi pesature tra i 6 e i 5 grammi l’uno ed un bilancino di precisione. Proseguendo nella perquisizione i militari rinvenivano anche oltre 5.000 euro in contanti in banconote di vario taglio, ritenuti provento dello spaccio di cui 3.600 all’interno dell’armadio della camera da letto del giovane e 1.600 nel portafoglio. Appurati i fatto e ricondotta l’illecita detenzione ai fini di spaccio il giovane veniva dichiarato in arresto e ristretto a disposizione della Procura reggiana.

Nel corso dei controlli i militari accertavano la presenza, quale ospite, di un di un cittadino albanese 26enne risultato essere gravato da un provvedimento di espulsione emesso dalla Prefettura di Reggio Emilia nell’aprile dell’anno scorso ed eseguito il successivo mese di agosto dello stesso anno. Avendo il giovane fatto rientro illegalmente nel territorio dello stato italiano, veniva arrestato e ristretto a disposizione della Procura reggiana.