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Dare sollievo al caregiver: ma come?

L’impatto del Coronavirus sulla vita di tutti è stato devastante, ma ancor di più lo è stato per i caregiver: familiari che si prendono cura di un loro caro che ha bisogno di aiuto quotidiano per malattia, disabilità, non autosufficienza. Il peso della cura, riconosciuto da molteplici studi in termini di impatto fisico, emotivo, economico, di salute, è stato amplificato dalla chiusura forzata dei centri diurni per anziani e di quelli per disabili, dalla sospensione di attività riabilitative, educative, dal venir meno- talvolta- dello  stesso supporto della “badante”…    Il lockdown si è trasformato così, per il caregiver familiare, in un aumentato carico di cura a cui si sono aggiunte- con la chiusura delle scuole  e delle aziende,  ulteriori attività educative, domestiche, di lavoro a distanza. Tutto questo in uno stress crescente (purtroppo talvolta con epiloghi drammatici) e nel timore di un contagio non solo per i propri cari, ma pure per sé stessi in quanto figura necessaria per garantire assistenza al proprio caro.

Allora il “sollievo”, avere l’opportunità-anche se per poche ore- di “staccare la spina”, di poter pensare a sé, di alzare lo sguardo, di concedersi momenti di riposo… diventa una necessità che chiama in causa in primo luogo il settore pubblico e l’attuale sistema di welfare.

Di questo si è parlato nel webinar del CAREGIVER DAY ( rassegna di incontri digitali realizzati dalla Cooperativa sociale Anziani e non solo, sostenuta dall’Unione delle Terre d’Argine con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, di CARER APS- Associazione dei Caregiver Familiari dell’Emilia Romagna e dell’AUSL di Modena) tenutosi sabato 30 maggio.

Nel corso dell’incontro particolare attenzione è stata posta su come attivare momenti di tregua per il caregiver: quelle che i francesi chiamano “boulle d’air” (boccate d’aria). Servizi di sollievo che, per essere davvero tali, devono poter offrire flessibilità e personalizzazione di intervento attraverso operatori competenti, capaci – come fa il caregiver familiare- di farsi carico in modo globale e continuativo dei bisogni della persona senza allontanarla dal suo ambiente di vita.

Molti gli stimoli e gli elementi emersi che dovranno essere portati sui tavoli della programmazione territoriale e regionale e trovare attenzione operativa da parte del Terzo settore, delle Agenzie per il lavoro e delle parti sociali che regolano i rapporti di lavoro di cura.

Gli appuntamenti del CAREGIVER DAY continuano:

Mercoledì 3 giugno alle ore 10: FAVORIRE L’ACCESSO ALL’INFORMAZIONE SU TUTELE E SERVIZI AL CAREGIVER

Sabato 6 giugno alle ore 10 – con il saluto di apertura di Elly Schlein- Vicepresidente della Regione Emilia-Romagna :RISPETTARE LA DIGNITÀ E L’AUTONOMIA DELLA PERSONA ASSISTITA NELLA PROSPETTIVA DI UN NUOVO WELFARE