
La bimba, dopo la diagnosi, è stata seguita presso il reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Regina Margherita diretto dalla professoressa Franca Fagioli, dove ha eseguito la chemioterapia, e nei giorni scorsi è stata sottoposta all’intervento di asportazione del tumore e salvataggio della caviglia con ricostruzione con osso omoplastico da donatore e sintesi con un chiodo allungabile. La tecnica eseguita rappresenta una assoluta novità in quanto il chiodo inserito per stabilizzare l’impianto permetterà nei prossimi anni anche la regolare crescita dell’arto permettendo l’allungamento al termine della maturazione scheletrica. La chirurgia è stata pianificata nei minimi dettagli dalle due équipe di medici e ingegneri nelle settimane precedenti l’intervento. Nonostante la pandemia da COVID19 le cure legate a questo tipo di patologie si sono svolte regolarmente e senza ritardi pur attuandosi tra enti di regioni diverse. La bimba ora sta bene ed è appena stata dimessa.

Con questo obiettivo è nato il progetto di un Archivio multicentrico sulla chirurgia pediatrica dei tumori ossei, proposto dal Rizzoli, il centro che in Italia segue il maggior numero di casi, con l’approvazione e il supporto dell’AIEOP (Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica). L’Italia è sempre stata all’avanguardia in questo campo, ma mancano vere e proprie Linee guida condivise a livello nazionale e le conoscenze sono comunque limitate data la rarità di queste patologie. Un archivio informatico che possa raccogliere su base nazionale i dati relativi al trattamento chirurgico di ogni paziente, con tutte le informazioni e caratteristiche del paziente, la diagnosi, l’iter terapeutico, il follow-up e le eventuali ricadute, così da ottenere una visione completa del quadro clinico e monitorare l’evoluzione nel tempo di ciascun caso, rappresenta uno strumento essenziale per capire, oggi e in futuro, qual è la soluzione di cura migliore per ogni nuovo paziente.
Al progetto hanno finora aderito, insieme al Rizzoli di Bologna e alla Città della Salute di Torino, il CTO e l’Ospedale Mayer di Firenze e l’Istituto Gaetano Pini di Milano.

