Home Casalgrande Acquista su Facebook intimo maschile che non riceve, carabinieri denunciano il venditore

Acquista su Facebook intimo maschile che non riceve, carabinieri denunciano il venditore

Ha visto su marketplace di Facebook un annuncio che trattativa la vendita di capi di intimo maschile ed essendo intenzionata ad acquistarli ha contattato dapprima con l’applicativo di messenger e poi tramite WhatsApp l’inserzionista. “Non posso pagare subito in quanto sto andando a lavorare, provvedo  domani”. Un vero e proprio assist per il truffatore. “Non si preoccupi mi fido, io spedisco subito l’ordine. All’importo aggiunga 6 euro per i costi di spedizione.”

Il giorno dopo l’acquirente ha pagato quanto richiesto mentre il venditore non ha mai spedito quanto acquistato. Per questo i carabinieri della stazione di Casalgrande, a cui la vittima una 44enne abitante a Casalgrande ha sporto denuncia, a conclusione di mirate indagini telematiche, hanno denunciato per truffa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia un 43enne di Napoli, non nuovo a tali stratagemmi come peraltro rivelano i suoi precedenti di polizia.

Le indagini sono partite a seguito della denuncia presentata dalla 44enne reggiano che a gennaio, rispondendo ad un annuncio di un privato pubblicato su marketplace di Facebook acquistava capi di intimo maschile per un valore di 100 euro. Dopo aver intavolato dapprima con l’applicativo di messenger e poi tramite WhatsApp acquistava quanto venduto con il reciproco accordo lei di pagare all’indomani l’importo dovuto più i 6 euro di spedizione e l’inserzionista di spedire subito l’ordine. All’accredito dell’importo non è però corrisposta la consegna dei giochi  in quanto il venditore dopo una serie di scuse assurde spariva nel nulla bidonando la malcapitata casalgrandese.

Materializzato di essere rimasta vittima di una truffa la donna si presentava ai carabinieri di Casalgrande formalizzando la denuncia. Dopo una serie di riscontri tra la postepay dove erano stati versati i soldi e l’utenza telefonica con cui tramite WhatsApp veniva concordata la vendita i Carabinieri catalizzavano le attenzioni investigative sull’odierno indagato nei cui confronti venivano acquisiti incontrovertibili elementi di responsabilità in ordine al reato di truffa per la cui ipotesi di reato veniva denunciato.