
Bergami detta i 5 punti della road map: «Non vietare l’utilizzo di molecole indispensabili per la difesa fitosanitaria della pianta senza aver prima individuato soluzioni alternative (la diffusione della maculatura bruna è incontrollabile perché negli ultimi anni sono stati banditi gli agrofarmaci necessari alla tutela della coltura); lavorare per migliorare l’efficienza delle strutture commerciali e incrementare l’incisività sui mercati internazionali (l’aggregazione non è il fine bensì una tappa verso l’obiettivo che resta comunque la sostenibilità economica del settore); procedere con il tempestivo adeguamento della normativa a sostegno delle aziende agricole colpite da calamità, la legge n. 102 (questa norma si sta dimostrando uno strumento inadeguato per via delle mutate condizioni climatiche con forti e improvvisi contraccolpi sull’agricoltura) e, al contempo, riformare il sistema assicurativo per facilitare l’accesso a un’ampia compagine di agricoltori (occorrono polizze più convenienti e una burocrazia snella); infine bisogna correggere la stortura presente nel decreto Rilancio, che attualmente non include il comparto frutticolo tra i beneficiari».


