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Fino al 23 agosto 2020 l’Appenninno modenese ospita la quarta edizione di Teatri del Cimone

Con il patrocinio di: Comune di Fanano, Comune di Montecreto, Comune di Riolunato,
Comune di Sestola e Unione dei Comuni del Frignano. Con il sostegno di Regione Emilia-Romagna, Fondazione di Modena e Gruppo Hera, Comune di Fanano, Comune di Montecreto, Comune di Riolunato, Comune di Sestola e Unione dei Comuni del Frignano.
Con Čajka Teatro d’Avanguardia Popolare, Compagnia di Teatrodanza Sanpapié, Piccoli
Idilli Associazione di promozione sociale, Centro Danza Studio D.I.A e Compagnia Des
Almes.

Teatri del Cimone è un Festival dedicato alle arti performative ed ai differenti linguaggi
della scena e delle arti dal vivo che si sviluppa sul territorio dell’Appennino modenese,
coinvolgendone quattro Comuni: Fanano, Sestola, Montecreto e Riolunato. Si svolge dall’1
al 23 agosto, per una durata complessiva di 21 giorni, proponendo spettacoli, performances e laboratori per un totale di 30 eventi aperti a tutto il pubblico, 10 eventi dedicati ai più
piccoli, laboratori e workshop.
Teatri del Cimone si pone come obiettivi la diffusione della cultura attraverso gli strumenti
teatrali, la riqualificazione dei luoghi e delle strutture del territorio ed una fruibilità
alternativa e culturale di spazi naturali e luoghi aggregativi, costruendo un dialogo
creativo ed artistico con le comunità della montagna. Perseguendo questi obiettivi, il
Festival porta il teatro fuori dal teatro, ritornando ad una dimensione più antica, originaria,
della funzione teatrale, attingendo al contemporaneo ed alla sperimentazione. Artista o
compagnia e pubblico condividono uno spazio, lo ri-abitano, fruendone in maniera altra, e
trovano nuove modalità di incontro in una dimensione aggregativa che nutre lo spettatore
e riveste spazi e luoghi di nuove suggestioni ed altri sguardi poetici.
Tutti quei luoghi di interesse storico e culturale o naturalistico, che si prestano ad essere
abitati diversamente, diventano così il palcoscenico per Teatri del Cimone. Uno sguardo
sul territorio attento e preciso, in perfetta sintonia con gli obiettivi di rivalutazione e riscoperta del territorio stesso e delle sue potenzialità.
Teatri del Cimone è un Festival peculiare, unico, fatto di luoghi e ambientazioni non ripetibili
altrove, che porta a nuove dinamiche, a contaminazioni artistiche e, infine, alla ricerca ed allo sviluppo di nuove possibilità espressive e di un nuovo dialogo fra pubblico ed artisti.
La manifestazione, giunta al suo quarto anno, coinvolge compagnie, artisti, enti ed
associazioni operanti sul territorio comunale e nazionale che, cooperando alla creazione e
realizzazione degli eventi, generano meccanismi virtuosi e reti informali volte allo sviluppo di un tessuto culturale attivo e partecipativo.
Teatri del Cimone opera nei contesti naturalistici e nei siti monumentali dei quattro comuni,
prestando attenzione alle esigenze di ogni singolo territorio ed aprendo un dialogo
creativo e partecipativo con i cittadini.
Fin dalla prima edizione, Teatri del Cimone predilige una metodologia di lavoro
ecosostenibile, riducendo al minimo l’impatto ambientale del Festival. Questa direzione,
già tracciata nei primi anni, diventa percorso per raggiungere la certificazione dello standard europeo ISO 20121 che rappresenta la realizzazione e l’organizzazione di eventi sostenibili in difesa dell’ambiente e dell’ecosistema.

Spettacoli
Gli spettacoli, selezionati dalla direzione artistica in dialogo con amministrazione e cittadini,
offrono uno specchio della scena contemporanea nazionale. La dimensione informale dei luoghi dove avvengono le rappresentazioni crea occasioni di dialogo e dibattito tra compagnie e pubblico, incrementando così la fruizione e partecipazione.
Diversificando le proposte, l’attività spettacolistica si rivolge ad adulti, bambini ed adolescenti, offrendo un ampio panorama dei diversi linguaggi della scena, passando dal teatro alla danza.

Residenze creative
Grazie alle strutture ricettive dei Comuni è possibile offrire ospitalità agli artisti, chiamati a
realizzare creazioni ad hoc in luoghi particolari, dando origine ad una commistione fra natura ed arte che si fonde in visioni e suggestioni sempre nuove.
Gli artisti in residenza abitano i luoghi e gli spazi attirando sguardi durante le prove e
provocando dialoghi ed incontri costanti che alimentano il dialogo e la coesione fra festival e territorio.

Laboratori
I percorsi di formazione ed avvicinamento al teatro sono elementi fondamentali nella creazione di un pubblico consapevole e nella creazione del festival; iniziano in primavera per concludersi nelle giornate del Festival attraverso performance e dimostrazioni aperte.
Degno di nota, un percorso di formazione, già avviato lo scorso anno, realizzato in
collaborazione con le quattro proloco e le Associazioni di promozione del territorio., che vede come protagonisti gli abitanti dei quattro comuni.
I Laboratori proposti, articolati tra quelli aperti a tutti e quelli dedicati a professionisti, sono
diretti da attori, registi e coreografi in residenza al Festival e si traducono in una sorta di
accompagnamento ed attraversamento del Festival stesso.
La partecipazione ai laboratori è gratuita e non prevede il pagamento di una quota di iscrizione.

Workshop
Teatri del Cimone ospita anche due workshop esterni, non inquadrati nelle dinamiche del
festival; la proposta vuole offrire un ampio servizio all’utenza, cercando di mostrare uno
sguardo completo sul panorama artistico. I due workshop in programma durano quattro giorni ciascuno e prevedono una quota di iscrizione.

 

L’edizione 2020
Un’edizione peculiare che, giunta alla sua quarta edizione e al decimo anno dal primo progetto realizzato nel Comune di Sestola, torna all’origine, alla funzione primaria del teatro: ricostruire le comunità. Il vettore culturale agisce come collante nella disgregazione provocata dall’emergenza covid-19, che attraverso il motto “io resto a casa” ha in qualche modo spinto sull’acceleratore disgregativo sociale, creando quella mancanza di equità e uniformità facilmente percepibile tra le persone.
A fronte di una situazione quantomeno difficile, la compagnia Čajka Teatro, con caparbietà ed ostinazione, è riuscita a mettere insieme una programmazione di 44 eventi (11 per paese).
Si rinnovano i rapporti con le compagnie Piccoli Idilli e Sanpapié e le collaborazioni con altri
artisti che lavorano sul territorio nazionale ed all’estero.
Novità di quest’anno è la costruzione del dialogo con le realtà artistiche del Frignano,
coinvolgendo il Centro Danza Studio D.I.A in una residenza creativa che attraversa tutti i
comuni, creando una macro-drammaturgia in site-specific.
La scorsa edizione ha contato quasi 6.000 presenze complessive e rappresenta un importante risultato: un lavoro curato e meticoloso sul territorio che, ad oggi, accoglie sempre più calorosamente il Festival, portato avanti senza fretta e rispettando quel ritmo che la montagna impone.
Dieci anni da “1020 – millEventi”, il primo progetto realizzato in collaborazione con il solo
Comune di Sestola, voluto fortemente dal regista e direttore artistico Riccardo Palmieri (foto) e dall’allora assessore alla cultura Marisa Burchi, ad oggi ancora madrina del Festival. Da quella prima edizione il Festival è cresciuto ed ha confermato la centralità di alcuni suoi contenuti, radicandoli sempre di più nel territorio e mutando alcuni aspetti formali.
L’ingresso dei comuni di Fanano, Montecreto e Riolunato nel progetto segna l’inizio di Teatri
del Cimone e il nostro ringraziamento all’ostinazione di assessori e sindaci diventa d’obbligo: il Festival è espressione di una volontà collettiva di portare cultura (nella forma del teatro e della danza) ed arte in un territorio “periferico” solitamente lontano dai riflettori.

Per informazioni e approfondimenti: facebook.com/teatrocimonefestival