
Ogni anno in Italia gli edifici consumano quasi 4,5 miliardi di metri cubi d’acqua, di cui 1,4 per i soli usi sanitari. Una quantità enorme di preziosa acqua potabile che potrebbe essere ridotta in modo strutturale sostituendo gli apparecchi con nuove ceramiche sanitarie più efficienti. Secondo le elaborazioni del centro studi di FederlegnoArredo, ipotizzando un risparmio idrico medio del 50 per cento ed intervenendo ogni anno sul 5 per cento del parco attrezzature sanitarie installate, in 5 anni si potrebbero risparmiare circa 453 milioni di euro per le utenze residenziali e circa 638 milioni di euro per le utenze non residenziali”.
Lo dichiara la deputata della Lega Benedetta Fiorini, segretario della commissione Attività produttive della Camera.




