Home Cronaca Reggio Emilia: identificato dalla Polizia l’autore della svastica in Piazza del Popol...

Reggio Emilia: identificato dalla Polizia l’autore della svastica in Piazza del Popol Giost

Il 27 settembre scorso, a pochi giorni dalla riapertura della Piazza del Popol Giost, spazio appena riqualificato dal Comune di Reggio Emilia, la sede stradale della piazza adiacente a  via Roma, era stata imbrattata col simbolo della svastica. Ignoti, infatti, avevano inciso una svastica all’interno di un cerchio ornamentale di colore rosso posizionato sul manto stradale del piazzale. Il gesto aveva avuto una vasta eco mediatica, poiché la riapertura dello spazio urbano riqualificato era stata appena portata a termine e l’iniziativa era stata fortemente voluta dall’Amministrazione Comunale.

Il decoro era stato subito ripristinato dagli studenti e dai cittadini residenti nel quartiere che avevano verniciato lo spazio, ripristinando lo stato iniziale. A ridosso del fatto erano state immediatamente avviate opportune e minuziose indagini da parte del personale di Polizia della DIGOS della Questura di Reggio Emilia. Partendo dalla visione dei filmati delle telecamere di sorveglianza cittadina della zona gli investigatori erano risaliti all’azione furtiva di un uomo che aveva posto in essere l’imbrattamento e poi si era allontanato. I riscontri successivi avevano permesso al personale di polizia della DIGOS di identificare l’uomo, un cittadino reggiano, classe 85, residente in città, pregiudicato per resistenza a pubblico ufficiale, usurpazione di funzioni pubbliche e violenza privata, nonché, seguito dai servizi sociali.

Nella mattinata odierna, su delega dell’Autorità Giudiziaria, gli Agenti della Digos della Questura di Reggio Emilia hanno eseguito una perquisizione personale e domiciliare nei confronti dell’uomo che ha portato al sequestro di indumenti pertinenti il reato di imbrattamento aggravato – articolo 639 comma 1 e 2 c.p. -. Lo stesso ha rilasciato spontanee dichiarazioni dalle quali non è stato possibile trarre elementi utili alla comprensione delle ragioni del gesto che, a suo dire, sarebbero derivate da uno stato improvviso d’ansia e dalla necessità di trovare uno sfogo per calmarla mettendo in atto la deturpazione del luogo appena restituito alla cittadinanza. Ha affermato di fare uso di psicofarmaci.

Non sono stati rinvenuti simboli, od oggetti, né elementi riconducibili alla sua appartenenza a gruppi di estrema destra o a motivazioni ideologiche.