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Reggio Emilia, inaugurata al Gattaglio la Panchina rossa per sensibilizzare sul contrasto alla violenza sulle donne



Stasera nella piazzetta del Centro sociale Gattaglio (via del Gattaglio 30), è stata inaugurata la Panchina rossa (nella foto allegata) dedicata alle donne vittime di violenza, affinché siano spronate a denunciare e siano consapevoli di non essere sole in questa battaglia. L’iniziativa nasce da un’idea del presidente del Centro sociale Graziano Cuna, sostenuta dai volontari e dalle volontarie che ogni giorno curano il quartiere arricchendolo con occasioni di incontro e approfondimento culturale, e vede il patrocinio del Comune di Reggio Emilia e la partecipazione del Tavolo interistituzionale per il contrasto alla violenza maschile sulle donne.

All’inaugurazione erano presenti l’assessora a Cultura e Pari opportunità Annalisa Rabitti, i rappresentanti del Tavolo interistituzionale per il contrasto alla violenza maschile sulle donne del Comune di Reggio Emilia, oltre ai rappresentati del Centro sociale Gattaglio. A seguire, un momento musicale a cura di Agatha Bocedi con “Suoni e arpeggi celtici”.

“La Panchina intende essere un simbolo permanente in dialogo con i cittadini e le cittadine, un ricordo delle donne vittime di femminicidio che quel posto sulla panchina non possono più occuparlo – dice l’assessora Annalisa Rabitti – Un ringraziamento ai volontari e alle volontarie del Centro sociale Gattaglio per questa idea realizzata con il coinvolgimento del Comune e del Tavolo interisituzionale di contrasto alla violenza maschile sulle donne, a rimarcare la presenza in città di una rete forte di un lavoro che prosegue da oltre 15 anni. È del 2006, infatti, la sottoscrizione del protocollo di intesa tra le istituzioni del territorio – Prefettura, Tribunale, Procura della Repubblica, Questura, Arma dei dei Carabinieri, Azienda Unità Sanitaria Locale, Ufficio Scolastico Provinciale, Ordine degli Avvocati, Centro Antiviolenza-Associazione Nondasola, Forum donne Giuriste, Provincia, Consigliera di Parità provinciale che da allora portano avanti l’impegno per prevenire e contrastare la violenza maschile sulle donne. Tanto lavoro è stato fatto, e tanto lavoro occorre continuare a fare”.

“La panchina è il frutto di una riflessione all’interno del Centro sulla condizione della donna, anche alla luce degli avvenimenti nazionali e internazionali che si succedono – rimarca il presidente Graziano Cuna – Ci è sembrato un modesto ma sentito segnale di valorizzazione della figura femminile nella realtà cittadina, ma soprattutto in quella del Centro sociale che auspica, fra l’altro, una sempre maggiore presenza di donne che sicuramente possono fare la differenza con il loro contributo”.

“Da sempre l’associazione Nondasola – dice la presidente Silvia Iotti – ha creduto e sostenuto il lavoro di rete con l’obiettivo di unire le forze e le risorse di ciascuno per poter dare una risposta più adeguata e globale ai problemi presentati dalle donne in difficoltà a causa di situazioni di violenza e/o maltrattamenti. Il lavoro di rete determina la riscoperta, la valorizzazione e la mobilitazione delle risorse del territorio, e produce un lavoro in sinergia, attraverso il coinvolgimento delle differenti professionalità degli attori sociali dei settori pubblici e privati allo scopo di evitare la sovrapposizione e la frammentazione degli interventi. Il Centro antiviolenza Casa delle donne che dal 1997 gestiamo è un luogo di ascolto, protezione e libertà di decisione per tutte le donne che vi si rivolgono.”

Il Comune di Reggio Emilia, il Tavolo interistituzionale per il contrasto alla violenza maschile sulle donne, promosso e coordinato dallo stesso Comune, e l’Associazione Nondasola di Reggio Emilia si impegnano a sostenere le donne e accompagnarle nel percorso di ricostruzione di una vita senza violenza. In particolare, il Tavolo si impegna a creare delle reti stabili per intercettare e intervenire su episodi di violenza attraverso risorse e strategie di intervento.

L’Associazione Nondasola, che dal 1997 gestisce il centro antiviolenza la Casa delle donne, offre spazi di ascolto, accoglienza e la possibilità di confrontarsi con altre donne.

 

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