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Acceleratore lineare di Carpi: un nuovo sistema per proteggere il cuore durante il trattamento

In Provincia, la Radioterapia Oncologica può contare su 5 acceleratori lineari



Con l’installazione del nuovo sistema di gating respiratorio, si completa l’aggiornamento dell’acceleratore lineare della Radioterapia Oncologica di Carpi, completamente rinnovato già a febbraio grazie all’impegno di Azienda USL e Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena – sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista operativo con il coinvolgimento del Servizio Unico di ingegneria Clinica e Fisica Medica AOU – e di AMO (Associazione Malati Oncologici di Carpi) che ha dato un importantissimo supporto al progetto, fin dal suo inizio e con un contributo economico dilazionato su 3 anni.  Il gating respiratorio permette di proteggere il cuore durante il trattamento della mammella sinistra. Esso, inoltre, consente di comunicare con la paziente tramite il cambio dei colori ambientali.

“Questa ulteriore miglioria – spiegano il prof. Frank Lohr, Direttore della Radioterapia Oncologica e il Dr. Gabriele Guidi, Direttore della Fisica Sanitaria dell’AOU di Modena – completa l’upgrade dell’Acceleratore lineare di Carpi che ora ha le stesse prestazioni di quelli installati al Policlinico. La macchina calcola il movimento respiratorio e quindi consente di limitare al massimo l’irradiazione di tessuti sani. Questa caratteristica è decisiva quando si agisce sulla mammella sinistra per limitare l’irradiamento del cuore. La nuova tecnologia consente su tutta la rete provinciale interventi di questo tipo per cui finora le pazienti dovevano recarsi esclusivamente al Policlinico di Modena e quindi consente una migliore fruizione del servizio su tutta la rete provinciale”.

“Il Gating respiratorio per LINAC Ospedale di Carpi – spiega ing. Marco Martignon del Servizio Unico ingegneria Clinica – ha richiesto un intervento di circa 180.000€ con IVA da parte AUSL Modena, con il quale è stata acquistata, per le finalità sopra descritte, la più innovativa tecnologia di Surface Image Guided RadioTherapy (SGRT) presente sul mercato completamente integrata con LINAC in uso. In particolare, questa SGRT è costituita da uno scanner ottico 3D ad alta definizione in grado di monitorare la superficie del paziente durante il trattamento. Grazie a questa tecnologia sono stati implementati particolari algoritmi che permettono di effettuare trattamenti con gating respiratorio con maggiore accuratezza, fra i quali appunto quello citato della mammella”.

La Radioterapia Oncologica può contare su 5 acceleratori lineari (4 a Modena e 1 a Carpi) e serve l’intera provincia. Oggi, la Radioterapia Oncologica esegue circa 2000 trattamenti all’anno, e 200-300 prestazioni individuali al giorno, di questi circa il 20% viene svolto a Carpi.

“Il processo del gating respiratorio – spiegano Dott.ssa Silvia Pratissoli, Dott.ssa Patrizia Giacobazzi e Dott. Bruno Meduri, i medici promotori del progetto – assicura che il trattamento radioterapico della mammella venga eseguito nella fase di respiro più favorevole per ridurre l’esposizione del cuore”.

“Serve una connessione veloce tra sistema ottico, server centrale e acceleratore lineare, che viene garantito attraverso una gestione integrata dei sistemi a disposizione e una rete di dati veloce, elementi essenziali per un approccio di questo tipo – commentano l’ing. Jessica Di Virgilio dell’Ingegneria clinica, la Drssa Grazia Mistretta della Fisica Sanitaria e ing. Roberto Savigni del servizio di tecnologia informatica (STI).

“La particolarità del nuovo sistema”, spiega Drssa Carla Piani, la coordinatrice tecnica del UO di radioterapia, “è il modulo che segnala la posizione respiratoria corretta attraverso colori ambientali, che rende la comunicazione tra pazienti e acceleratore più intuitiva”.

Commenta il dottor Fabrizio Artioli, Direttore U.O. Medicina Oncologica Area Nord dell’Azienda USL di Modena: ”Per la oncologia moderna si è coniato il termine di “Medicina di precisione”. In più del 50% dei casi disponiamo di farmaci che colpiscono direttamente il bersaglio presente nella cellula tumorale. Anche la Radioterapia sta facendo passi da gigante in questo ambito, fornendo tecnologie così avanzate da poter affermare che i trattamenti diventano “personalizzati”. L’epoca che stiamo vivendo è dal punto di vista scientifico una delle più affascinanti e sfidanti, ma alla base vi è un concetto fondamentale: la cura deve vedere i vari professionisti della Rete Oncologica che lavorano insieme su ogni specifico caso. Fra questi vi sono i Radioterapisti Oncologi e le loro nuove tecnologie, grazie alle quali possiamo  affermare, che a Carpi, come a Modena e in tutta la Provincia, possiamo curare al meglio i malati di tumore, come avviene nei Paesi più avanzati del mondo. Un grazie ad AOU e  AUSL Modena e AMO Carpi per il contributo e sostegno che hanno fornito alla “impresa”. Insieme ce la faremo. Ce lo confermano i 3.800.000 donne e uomini che nel nostro Paese hanno avuto un tumore e lo hanno superato e nella metà dei casi in modo definitivo.

“Siamo orgogliosi – dichiara la Presidente AMO Carpi Franca Pirolo – di avere contribuito insieme a tutti volontari alla realizzazione di questo importante progetto, che consentirà a tutti i pazienti di essere curati al meglio con minori effetti collaterali presso la struttura radioterapica Carpi”.

 

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