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I bimbi della scuola dell’infanzia Gulliver contribuiscono alla pulizia del monumento partigiano di San Maurizio vandalizzato



I bimbi della scuola dell’infanzia Gulliver contribuiscono alla pulizia del monumento partigiano di San Maurizio, vandalizzato due volte nel giro di poche settimane. Un doppio gesto che aveva generato la mobilitazione di Istoreco, Anpi, Comune, Patria Socialista e tanti cittadini, fra cui il partigiano Giglio Mazzi.

E ora, tocca ai reggiani più giovani attivarsi. Hanno voluto dare il loro contributo al ripristino del memoriale ai caduti di via Pasteur, vicino all’ingresso del Mauriziano, i bambini della sezione 5 anni della Scuola dell’Infanzia Gulliver, che ha sede a pochi metri dal monumento stesso. Le loro maestre Elisa Degani e Rosalba Pennino li hanno affiancati in questo cammino, nato dall’osservazione diretta: i piccoli alunni hanno notato quanto fosse accaduto, hanno chiesto di poter intervenire e, quando sono arrivati gli operai incaricati della pulizia delle scritte disegnate da mani ignote, hanno voluto dar loro una mano.

«Ritornati a scuola dopo le vacanze di Natale, i bambini si sono accorti che il Monumento ai Caduti, a San Maurizio collocato davanti al vecchio ingresso della Scuola, era imbrattato di scritte ed i fiori sparpagliati via. Ne abbiamo parlato insieme…», raccontano le maestre Elisa e Rosalba.

Da qui sono partite le prime riflessioni:

  • Ci hanno disegnato con le bombolette spray. Diego
  • Forse qui prima non c’era la nostra Scuola e sono venuti qui a combattere e dopo ci hanno fatto un monumento. Cristian
  • Adesso ci sono venuti a scrivere per prendere in giro i morti. È brutto già quando muore una persona… Vanessa
  • Possiamo però ripulirlo. Luca M.
  • Possiamo pulirlo con lo spazzettone, lo straccio e il secchio. Cristian

«Queste riflessioni hanno generato nei bambini e nelle insegnanti il desiderio di sostenere i valori impliciti che il Monumento vuole trasmettere: la memoria, la storia, il rispetto ed il senso civico. I bambini avrebbero voluto ripulire immediatamente il Monumento», continuano le insegnanti.

L’occasione giunge alla svelta: «Quando, una mattina, dalla finestra vediamo un camioncino parcheggiato davanti al Monumentale e chiediamo agli operai se possiamo dare un piccolo aiuto simbolico nella pulitura. E così i pensieri dei bambini possono essere sostenuti da un atto concreto. Farlo assieme agli amici e insegnanti assume una risonanza maggiore in ognuno di noi».

Al termine, due bimbi, Mariam e Diego, hanno realizzato alcuni disegni del monumento imbrattato, e la classe ha offerto altre riflessioni:

  • A me è dispiaciuto quando hanno buttato i fiori dappertutto. Mi è piaciuto mettere i fiori a posto perché è giusto così. Damiano
  • Oggi abbiamo pulito il muro dalle scritte con dei pennelli. Vanessa
  • …mi sono sentito felice a pulire. Luca
  • È brutto prendere in giro le persone che hanno combattuto per la città. Non bisogna
  • nemmeno ricordarlo che non si fa, non si fa e basta. Diego
  • È più bello fare amicizia e condividere. Vanessa

«Crediamo che le parole e le grafiche di questi bambine e bambini di 5 anni siano preziose perché sono loro il nostro futuro, il futuro più bello!», concludono le maestre. Come non essere d’accordo?

 

 

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