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Approvato il bilancio 2021 di La Fondazione Manodori

Confermate le erogazioni per il territorio. Welfare, educazione, salute pubblica e cultura i settori d'intervento






Erogazioni al territorio e fondi per l’emergenza umanitaria. La Fondazione Manodori chiude il bilancio in attivo e conferma il proprio sostegno alla comunità reggiana.

Il Consiglio Generale dell’ente ha approvato il bilancio d’esercizio in utile con un avanzo di oltre 100 mila euro. Il risultato della gestione finanziaria è di 5,8 milioni di euro, in leggero aumento rispetto al 2020, le svalutazioni sul portafoglio finanziario ammontano a 3 milioni di euro per allineare alcune posizioni ai valori di mercato di fine anno.

I risultati positivi della gestione finanziaria derivano da ricavi stabili e ricorrenti, dovuti in gran parte alla ripresa della distribuzione dei dividendi, dopo il blocco attuato dalla Bce nel 2020, e ad un contenimento dei costi avviato negli anni scorsi.

Il bilancio dà conto inoltre dei 2,5 milioni di euro erogati ad iniziative per il territorio e al fondo nazionale per la povertà educativa.

“Chiudiamo un bilancio di buona gestione – ha detto il presidente, Romano Sassatelli  – con un esito positivo, seppur contenuto per effetto di svalutazioni del portafoglio finanziario, e con i dati di gestione in crescita rispetto all’anno precedente. Questo ci consente di mantenere la capacità erogativa della Fondazione e di affrontare con buone prospettive il 2022. Siamo consapevoli delle difficoltà e delle incertezze a cui andremo incontro a causa delle turbolenze finanziare innescate a partire dalla fine di febbraio con l’inizio della guerra in Ucraina, ma ancora più convinti dell’impegno a cui siamo chiamati per essere vicini ai bisogni della nostra comunità, soprattutto dei più deboli”.

“Ad inizio anno, la congiuntura economica positiva creata dalla prospettiva di fine pandemia aveva rilanciato l’economia mondiale, ora ci troviamo in uno scenario di nuovo incerto. Questo ci impone un’amministrazione ancora più attenta e prudente. Il risultato di esercizio, determinato anche da una diminuzione dell’Ires riconosciuta alle fondazioni di origine bancaria e dal consistente e costante accantonamento sul fondo per le erogazioni, ci permette di programmare i contributi per la nostra comunità per i prossimi anni e di valutare strumenti e progetti per promuovere nuove iniziative a favore del territorio, in particolare per le situazioni di maggiore fragilità”.

 

PATRIMONIO 

La Fondazione Manodori ha chiuso il 2021 con un attivo patrimoniale di 172 milioni di euro. Resta invariato il percorso di diversificazione del patrimonio, che prevede la variazione degli asset azionari con ulteriori dismissioni e una progressiva riduzione della partecipazione in UniCredit. Un percorso predisposto a partire dalla fine del 2021, repentinamente interrotto dall’inizio del conflitto in Ucraina per le condizioni di mercato, che riprenderà non appena il titolo avrà recuperato un valore adeguato.

Sono stati riconfermati gli investimenti in Cassa Depositi e Prestiti, Banca d’Italia, obbligazioni a lungo termine e in realtà locali, come Iren, Studio Alfa, Crpa, Ifoa.

 

EROGAZIONI E INIZIATIVE PER IL TERRITORIO 

L’organizzazione e la gestione della Fondazione Manodori permettono di distribuire risorse ad enti ed organizzazioni no profit anche per il 2022, in linea con il piano pluriennale. Un impegno inderogabile per la Fondazione che già da alcuni anni ha provveduto ad incrementare un apposito fondo di stabilizzazione per le erogazioni, a cui non ha avuto necessità di attingere e che è stato alimentato da crediti di imposta maturati. In linea con gli obiettivi stabiliti, sono state quindi confermate le erogazioni per un totale di 2,8 milioni di euro, assicurando il sostegno a numerose realtà che operano a favore della nostra comunità.

Anche per il 2022, la Fondazione si è messa a disposizione del territorio a supporto dei bisogni più urgenti e delle necessità prioritarie e conferma il proprio intervento nei settori del welfare, educazione, salute pubblica e cultura, oltre che con bandi specifici per la promozione di un welfare di comunità che coinvolge numerosi enti pubblici e privati attraverso percorsi partecipati.

Continua inoltre a sostenere, con interventi condivisi a livello nazionale, il Fondo di contrasto alla povertà educativa e, da quest’anno, il Fondo per la repubblica digitale, promossi da Acri e dai Ministeri dell’Economia e delle Finanze, dello Sviluppo Digitale e dell’Educazione. Tenuto conto dell’emergenza umanitaria in Ucraina, la Fondazione ha inoltre aderito all’iniziativa di tutte le fondazioni italiane di origine bancaria per mettere a disposizione 2 milioni di euro da destinare ai profughi che stanno lasciando il Paese in guerra.

Dall’anno scorso, la Fondazione ha aderito del progetto ‘scuola diffusa’ del Comune di Reggio Emilia, ospitando alcune classi negli spazi di Palazzo da Mosto, in cui svolgono attività espositive e didattiche anche la Fondazione Palazzo Magnani e l’Istituto Musicale Peri-Merulo.

Dal mese di maggio, saranno aperti i locali ristrutturati di Palazzo del Monte che si affacciano su piazza Prampolini in cui avrà sede uno store di abbigliamento della catena Scout.









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