ROMA (ITALPRESS) – Nulla da fare per i cinque quesiti referendari sul tema della giustizia che non raggiungono il quorum richiesto del 50% più un elettore richiesto per la loro validità. L’affluenza, secondo i dati definitivi resi noti dal Viminale, è stata infatti poco superiore al 20,9% nei 7.903 comuni italiani.
Nel dettaglio il primo quesito, quello sulla Legge Severino, ha avuto un’affluenza del 20,95%, la più alta. Per il secondo, sulla limitazione delle misure cautelari, l’affluenza è stata del 20,93%; stessa percentuale, 20,93%, anche per il terzo quesito, sulla separazione delle funzioni dei magistrati. Si è attestata al 20,92% per gli altri due quesiti: il quarto sul diritto di voto per i laici nei consigli giudiziari sulle valutazioni dei magistrati e il quinto sull’abolizione della raccolta di firme per la candidatura dei togati al Csm. Con lo scrutino delle 61.569 quasi definitivo, vincono comunque i sì. In particolare, per l’incandidabilità dopo la condanna il sì è al 54,02% contro il 45,98% dei no, per la limitazione delle misure cautelari è al 56,18% e il no al 43,82%, per la separazione delle funzioni dei magistrati al 74,10% conro io 25,90% del no, per i membri laici dei consigli giudiziari al 72,03% rispetto al 27,97% del no e per l’elezione dei componenti togati del Csm al 72,60% mentre il no si attesta al 27,40%.
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