L’azione collettiva e spontanea è parte della way of life (il modo di vivere) di Reggio Emilia, nel tempo un elemento essenziale per la costituzione dell’identità civica comune. Un’attitudine che in questi anni si è espressa con particolare originalità nelle aree urbane periferiche, attraverso esperienze di ricerca, progettazione, produzione e diffusione di cultura, realizzate attraverso una stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale e le comunità di riferimento.

Questo modello di cultura “trasformativa” è alla base di due nuovi progetti, Supercultura e Dal liscio al rave, costruiti insieme da attori istituzionali e informali della città. Sono due percorsi sperimentali particolarmente originali, a partecipazione gratuita, promossi dal Comune di Reggio Emilia nell’ambito del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro, che fanno leva sia sulla contemporaneità, sia sulla rilettura di tradizioni e linguaggi popolari, in contesti di coinvolgimento sociale e aiutando a costruire reti collaborative concrete tra le realtà del territorio.

Supercultura è un percorso di valorizzazione delle competenze creative e culturali delle associazioni del territorio, in collaborazione con la Fondazione Palazzo Magnani e le istituzioni culturali della città e con il coinvolgimento di artisti come Fabio Cherstich e Yuval Avital; Dal liscio al rave è un percorso di produzione artistica, incentrato sull’espressione corporea, con l’obiettivo di promuovere l’incontro e il dialogo intergenerazionale, nato dalla collaborazione con la Fondazione nazionale della Danza – Aterballetto e Fondazione I Teatri.

 

HANNO DETTO

“La cultura è un tratto fondamentale di qualsiasi progetto di partecipazione e di quartiere. In questi anni abbiamo dialogato e collaborato, spesso in modo pionieristico sul piano nazionale, con tante realtà culturali della città, istituzionali e non. Esperienze come i Laboratori di cittadinanza ed Estate popolare hanno offerto sollecitazioni molto interessanti e soddisfazione per partecipanti e promotori, con particolare attenzione a chi vive i quartieri, compresi quelli più periferici e popolari – dice l’assessore a Partecipazione e Quartieri Lanfranco de Franco – Per noi Supercultura è un’occasione per far incontrare le istituzioni culturali pubbliche e il mondo associativo, che contribuisce con proposte di grande qualità ai nostri progetti, provando a fare ancora più rete per rafforzare le attitudini e le progettualità delle realtà coinvolte. Con lo sguardo rivolto a un contesto in cui spesso i temi organizzativi e operativi diventano eccessivamente gravosi per chi organizza, complici norme penalizzanti per gli eventi medio-piccoli, messi alla prova da costi e burocrazia sproporzionati. Dal liscio al rave, invece, grazie alla competenza e visione di Aterballetto, è una grande ibridazione tra età, luoghi, esperienze, culture che, partendo dal patrimonio locale del ballo popolare, vuole arrivare con il dialogo intergenerazionale a toccare le nuove tendenze e culture musicali e della danza. Lo faremo nelle Case di quartiere della città, secondo l’idea di una cultura diffusa che abita e anima gli spazi della socialità. In questo momento particolarmente complesso per la nostra società, vogliamo rilanciare la centralità della cultura nel suo rapporto con il territorio e le persone”.

“Quando nel febbraio del 2020 abbiamo lanciato il percorso partecipativo La cultura non starà al suo posto, stavamo provocatoriamente chiamando il mondo della cultura, delle associazioni, delle fondazioni culturali, a misurarsi con la città, coi quartieri, con le fragilità, con tematiche complesse, credendo che da quell’incontro potessero nascere sguardi ed occasioni importanti – dice Annalisa Rabitti, assessora a Cultura, Pari opportunità e Marketig territoriale – Credo che il nuovo progetto Supercultura sia un esito molto chiaro del percorso intrapreso: lavorare con un regista illuminato come Fabio Cherstich, che la città ha già incontrato con Opera Camion e Il Barbiere di Siviglia, o collaborare ad un’installazione di un artista spumeggiante come Yuval Avital, sono occasioni arricchenti di conoscenza reciproca per immaginare progetti innovativi. Dal liscio al rave, che coinvolge e si avvale del sapere artistico di Aterballetto, testimonia quanto mai la nostra volontà di provocare esperienze nuove, ibridanti, tra cultura e comunità”.

Alla presentazione dei progetti ai media, nel Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro, hanno preso parte anche i rappresenti dei principali attori delle iniziative: la presidente di Consorzio 45 Antonietta Serri, il direttore della Fondazione Palazzo Magnani Davide Zanichelli, Irene Sartorelli della Direzione di Fondazione nazionale della Danza-Aterballetto e la coreografa Lara Guidetti.

 

SUPERCULTURA

Sviluppare idee innovative in chiave collaborativa. In quest’ottica nasce Supercultura, percorso di progettazione culturale con impatto sociale e civico, promosso nell’ambito del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro, progettato in collaborazione con Fondazione Palazzo Magnani, con il coinvolgimento delle istituzioni culturali cittadine, e realizzato con il supporto di Avanzi, società milanese specializzata nella capacitazione imprenditoriale e formazione nell’ambito dell’innovazione sociale.

Condividendo idee, metodi e strumenti, i partecipanti saranno chiamati a sviluppare idee progettuali in chiave di innovazione sociale, sostenibilità, relazioni con la città e costruzione di reti, a promuovere progetti culturali con impatto sociale e a dare vita a una ‘comunità di pratica’. Lavorare insieme consentirà sia di potenziare l’offerta culturale nei quartieri e nelle frazioni, sia di contribuire alla costruzione di una policy cittadina di innovazione culturale.

Il percorso, che si inaugura quest’oggi e proseguirà fino a novembre, si rivolge ad associazioni culturali, organizzazioni e gruppi informali attivi in città con progetti che promuovono la cultura come strumento di inclusione, partecipazione, conoscenza e cambiamento. Si articola in workshop finalizzati a consolidare competenze e condividere strumenti di progettazione culturale con impatto sociale e civico, momenti di networking e testimonianze di esperti. I partecipanti, divisi in gruppi di lavoro, potranno sviluppare insieme nuove idee progettuali in grado di trasformare i contesti di riferimento, ascolteranno le testimonianze di protagonisti della scena culturale e artistica nazionale, e potranno approfondire la conoscenza reciproca attraverso momenti conviviali e di confronto per consolidare la community e creare network tra le organizzazioni.

I workshop, interamente gratuiti, si terranno ai Chiostri di San Pietro. I partecipanti saranno impegnati a “Individuare una visione condivisa dell’innovazione culturale con impatto sociale e civico” – questo il titolo del primo incontro – e a “Co-progettare iniziative culturali in grado di trasformare i contesti di riferimento”. Un appuntamento verterà su ‘Come e con chi realizzare un progetto? Risorse, attori e reti coese a supporto della progettazione’ e non mancherà una riflessione su ‘Organizzazione e risorse economiche per la realizzazione e la co-produzione di iniziative culturali’. Per arrivare a rispondere alla domanda su “come proseguire il percorso con una comunità attiva nella progettazione culturale in ottica sharing”.

Le personalità della cultura coinvolte negli incontri che completeranno il percorso sono Fabio Cherstich, regista e scenografo, Giorgio Bedoni, psichiatra, psicoterapeuta e curatore, Yuval Avital, artista multimediale, compositore e musicista, e Lara Guidetti, coreografa e direttrice artistica.

 

DAL LISCIO AL RAVE

Una comunità che danza oltre le convenzioni. È la sfida che Fondazione nazionale della Danza – Aterballetto, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, il Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro e la Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, propone alla città con un percorso intergenerazionale tra giovani under 25 e persone over 55 incentrato sul ballo e sulla cultura popolare di generazioni diverse: il liscio e i suoi luoghi, il rave e la sua dimensione. Una proposta che si inserisce nel progetto di Fnd-Aterballetto ‘Over Dance’, dedicato al tema della longevità.

‘Dal liscio al rave’ è un laboratorio che si pone come obiettivo ripristinare il ballo e la sala come zone franche, spazio di intersezione delle generazioni, di trasmissione, di conoscenza reciproca innescata dall’incontro e da una pratica comune. La partecipazione è il punto di partenza dell’intero percorso, dall’esperienza dei partecipanti ai laboratori fino al pubblico che assisterà – e sarà coinvolto – nella performance finale. I luoghi saranno i quartieri, come espressione identitaria del territorio cittadino: i Centri sociali si trasformeranno in accoglienti sale prove. I laboratori saranno condotti da Lara Guidetti, coreografa, performer, direttrice artistica della Compagnia Sanpapié, con la collaborazione del drammaturgo Gabriele Tesauri e la consulenza musicale di Marcello Gori.

I partecipanti, divisi in due gruppi, costituiranno una sorta di compagnia di cittadini che lavorerà insieme per un’intera stagione. Per partecipare non è obbligatoria alcuna esperienza pregressa di studio di danza o ballo. Nel contenitore popolare, la trasmissione del sapere avviene attraverso azioni collettive e condivise: accade nella narrazione orale così come nel sapere musicale e del corpo. Si tratta di costruire una dimensione nella quale questo scambio possa avvenire attraverso l’ingresso dell’uno nell’universo dell’altro, scoprendo radici comuni, differenze e affinità: gli uni nei panni degli altri, panni fatti di spazio, tempo, espressione corporea.

Gli incontri di questo progetto si svolgeranno dal 4 novembre al 26 maggio, al venerdì, in due fasce orarie (il primo gruppo dalle 17.30 alle 19 e il secondo dalle 20 alle 21.30). Sono stati coinvolti i centri sociali Rosta Nuova, Orti Spallanzani, Bocciofila Tricolore e La Mirandola.

Nella prima metà di giugno si individueranno due giornate dedicate alle performance finali del laboratorio e alle relative prove generali. Gli esiti finali saranno presentati come momenti di performance comune, con tanti corpi che danzano la stessa partitura coreografica in un percorso che attraversa la mazurca e la musica da rave.

Il progetto verrà raccontato alla città attraverso due presentazioni pubbliche, con la possibilità di partecipare alla prova laboratoriale, la prima in programma venerdì 7 ottobre (ore 18) alla Fonderia – Aterballetto in via della Costituzione 39, e la seconda in uno dei centri sociali che ospiteranno il percorso (Info e iscrizioni entro il 28 ottobre: aterballetto.it • lab@aterballetto.it).

 

IL LABORATORIO APERTO, POLO DI INNOVAZIONE CULTURALE E SOCIALE

 

I Chiostri di San Pietro, nel centro storico di Reggio Emilia, sono hub culturale e bene-contenitore in grado di avviare, per il significato rivestito all’interno della strategia urbana adottata da Reggio Emilia nell’ambito del Por Fesr, processi di sviluppo territoriale incentrati, in particolare, sui servizi alla persona, le nuove tecnologie, l’innovazione delle politiche pubbliche. Compito del Laboratorio aperto dei Chiostri di San Pietro è diventare luogo della produzione e diffusione del modello reggiano di innovazione, basato su nuove forme di economia collaborativa, sui beni comuni, sulla cultura digitale e rivolto in particolare al campo dei servizi alla persona: welfare, cultura, educazione.

Il Laboratorio aperto è uno dei partner con cui il Comune di Reggio Emilia realizza alcune delle sperimentazioni e innovazioni nell’ambito delle politiche pubbliche e condivide la sfida di creare un ecosistema di luoghi e attori che seguano, nel settore pubblico ma anche in quello profit e no profit, un approccio allo sviluppo del territorio basato sul doppio binario: la sostenibilità per l’inclusione e la giustizia sociale.









Articolo precedenteCastelnuovo, anteprima della presentazione della nuova biblioteca comunale
Articolo successivoAgroalimentare, l’Emilia-Romagna incontra la Nouvelle Aquitaine