
In particolare, RECA continua a perseguire 3 obiettivi di fondo: superare la frammentazione delle lotte e delle mobilitazioni presenti nel territorio regionale sui temi ambientali, richiedere un cambiamento radicale delle politiche ambientali praticate dai governi locali e da quello regionale, evidenziare la relazione tra queste politiche ambientali regressive e il modello produttivo e sociale che le genera, anche in Emilia-Romagna.
Per questo, oltre al tema fondamentale del contrasto al Passante di mezzo di Bologna, sosteniamo le vertenze e i conflitti in atto in regione, contro il rigassificatore a Ravenna (e nelle altre località costiere), le grandi opere, a partire da quelle che rilanciano un’idea superata e irricevibile della mobilità privata e del trasporto su gomma, come il Passante bolognese, la Cispadana, la bretella Campogalliano- Sassuolo, contro il ricorso all’incenerimento aperte in vari territori ( Piacenza, Ferrara, Forlì) e per affermare la pubblicizzazione dei beni comuni, dall’acqua ai rifiuti. Sempre a partire da quest’impostazione abbiamo raccolto e depositato in Regione, assieme a Legambiente Emilia-Romagna, più di 7000 firme a sostegno di 4 proposte di legge di iniziativa popolare regionale, per modificare in profondità le attuali scelte in tema di acqua, rifiuti, energia e consumo di suolo.
Partecipiamo, inoltre, alla manifestazione del 22 ottobre anche con la consapevolezza che essa può rappresentare un momento importante per guardare anche più in là di questa scadenza, per rendere ancora più forte un processo di convergenza tra vari attori e soggetti sociali, costruire un processo partecipativo che veda protagonista la società e le persone per cambiare un modello sociale e produttivo distruttivo e che porta alle guerre. Perchè quello attuale non è
capace di guardare al futuro e delineare una prospettiva per un mondo giusto, solidale e in grado di salvaguardare l’ambiente e contrastare il cambiamento climatico.



