Nell’ambito di una giornata di dialogo e confronto con diverse realtà del Nord Italia (Trieste, Torino, Milano), l’Azienda USL di Bologna e il Comune di Bologna hanno fatto il punto sull’evoluzione dei servizi offerti da Area 15.

Area 15 nasce nel 2012 come spazio informativo e di consulenza sulle sostanze, rivolto ai giovani e promosso dal Comune di Bologna, in collaborazione con le cooperative sociali Open Group e La Carovana. Dalla fine del 2020, grazie a una convenzione tra Comune e Azienda Usl, Area 15 è diventato un servizio socio-sanitario integrato per la promozione della salute, la prevenzione, l’accoglienza e le prime diagnosi sui consumi giovanili, con il nuovo mandato di accogliere e prendere in carico i giovani, consumatori di sostanze e di spazi digitali, provenienti da Bologna città, che non vengono più indirizzati ai SerDP, ad eccezione dei consumatori di eroina.

Area 15 (www.area15.it) è un servizio facilmente accessibile e gratuito, collocato strategicamente in zona universitaria, in via de’ Castagnoli 10, rivolto ai giovani dai 13 ai 24 anni.

Questa fascia di popolazione ha infatti risentito particolarmente degli effetti della pandemia e, proprio in virtù di un tale cambiamento di scenario, gli operatori socio-sanitari hanno voluto ripensare i percorsi, da tempo strutturati presso i SerDP. L’obiettivo è favorire nuove forme di intervento, rivolte nello specifico ai giovani consumatori che non si riconoscono nel tradizionale profilo di utenza dei servizi dedicati alle dipendenze patologiche.

Area 15 è un servizio innovativo, in grado di fondere al proprio interno setting clinici, percorsi info-educativi e di welfare culturale, promuovendo sia l’accesso ai percorsi di cura che il coinvolgimento e la valorizzazione del protagonismo giovanile, usufruendo anche di peer e tirocinanti che partecipano attivamente all’organizzazione e realizzazione delle varie iniziative. La forte matrice socio-educativa è finalizzata a promuovere un lavoro d’equipe in cui trova spazio la componente clinico-sanitaria integrata al sociale, attraverso un raccordo con i servizi attivi sul territorio.

Area 15 opera infatti in stretta sinergia con i servizi di promozione della salute e prevenzione promossi dal Comune all’interno delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Bologna con l’obiettivo di intercettare i bisogni e promuovere consapevolezza tra i giovani.

Il servizio risponde a diverse finalità:

·        costruire un ambiente smart e flessibile dedicato ai più giovani che sia non stigmatizzante, non medicalizzato,  con servizi socio-sanitari integrati, in grado di adeguarsi e conformarsi agli accessi “intermittenti” di questa fascia di popolazione;

·        agganciare precocemente gli adolescenti che consumano sostanze, riducendo i rischi di peggioramento e cronicizzazione e promuovendo la continuità terapeutico-assistenziale, nonché un indirizzo ai clinici laddove necessario;

·        promuovere la consapevolezza del consumo di sostanze, la conoscenza dei rischi e del danno correlato all’uso, lavorando sia sugli aspetti intrapsichici individuali, che su quelli intersoggettivi famigliari e di gruppo,  destinando – in consulenza – spazi dedicati anche ai genitori e agli altri operatori coinvolti nel contesto;

·        promuovere il welfare culturale, il protagonismo giovanile e il confronto tra pari;

·        favorire la ripresa delle attività e della socializzazione tipiche dell’adolescenza, superando quel blocco evolutivo che spesso viene alimentato attraverso l’uso di sostanze in questa fase del ciclo di vita.

 

Gli accessi ad Area 15

Nei primi 18 mesi dalla riorganizzazione del servizio (da gennaio 2021 a giugno 2022), Area 15 ha accolto complessivamente 223 persone. Di queste 146 sono minori o giovani, mentre in 77 casi si tratta di genitori o caregiver. L’età media dei giovani che si sono rivolti al servizio è di 19,5 anni; nel 45% dei casi si tratta di minorenni. Relativamente al genere la prevalenza è maschile: 73%  contro 27.

Per quanto riguarda la sostanza primaria per cui hanno effettuato l’accesso al servizio, prevale la cannabis (87 accessi); a seguire la cocaina (20 accessi), l’alcol (14), gli “spazi digitali” (7), i farmaci (4).

I dati epidemiologici e clinici suggeriscono un quadro globale in cui il consumo di sostanze è un fenomeno che riguarda fasce di popolazione sempre più giovani che vengono a contatto con sostanze psicotrope legali e illegali: alcol e  cannabinoidi in primo luogo, ma anche farmaci e cocaina tra le altre. All’uso delle sostanze si affianca anche il tema dell’abuso degli spazi digitali e della tecnologia da parte dei giovanissimi che incorrono in forme differenti di dipendenza.

Da quanto emerso dall’ultimo report dell’Osservatorio epidemiologico metropolitano si evince, infatti, un incremento dell’incidenza degli assuntori di alcol under 24, così come gli accessi in pronto soccorso correlati all’abuso di alcolici.

A Bologna i Servizi socio-sanitari e per le dipendenze sono chiamati, dunque, a interrogarsi su questi fenomeni,  sviluppando nuovi dispositivi di accoglienza e cura in grado di informare e intercettare precocemente i giovani consumatori, specie nei casi di consumi problematici e abuso, favorendo la messa in rete di tutti i servizi, sanitari, sociali ed educativi che operano per e con i giovani. Una sinergia che è la sola strada per raggiungere risultati proficui su questo fronte emergente.









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