
Per Braglia «questo gesto vuole testimoniare, nei giorni della Memoria, che le nostre radici e i nostri valori si nutrono del sacrificio dei nostri padri, che hanno versato il proprio sangue in nome della libertà e della democrazia. Ho voluto che questo fosse il mio primo atto ufficiale, come neo presidente, per ricordare a tutti noi che se oggi possiamo costruire comunità solidali e giuste, lo dobbiamo a questi martiri, che durante l’orrore del regime nazifascista nella seconda guerra mondiale, hanno anteposto il bene comune alla propria vita».
La lapide, affissa nell’atrio del palazzo provinciale, ricorda don Arrigo Beccari, Odoardo Focherini, Alberta Gianaroli, Sisto Gianaroli, Antonio Lorenzini, Giuseppe Moreali, don Dante Sala e don Benedetto Richeldi, un sacerdote di Serramazzoni antifascista e partigiano, che durante la seconda guerra mondiale salvò numerosi ebrei e militari alleati, nascondendoli a Finale Emilia e Palagano, e che nel 1973 ricevette la medaglia di Giusto tra le Nazioni.
Fabio Braglia, nato a Sassuolo, ha 43 anni e sindaco del Comune di Palagano, ha vinto le elezioni con il 71,5 per cento dei consensi contro Enrico Diacci, sindaco di Novi di Modena, e succede nel ruolo di presidente a Gian Domenico Tomei, che era in carica dal 2018.



