
Maria Giovanna Trenti si occupa di cultura locale e ha al suo attivo numerosi volumi e decine di articoli sui vari aspetti, storici, artistici, economici, gastronomici e di costume, della media Valle del Panaro. Villa Braglia, che oggi si fa notare essenzialmente per le grandi dimensioni e non certo per la qualità estetica, fu invece celebrata, tra fine Ottocento e primi Novecento, come una delle “meraviglie vignolesi” insieme alla Rocca e a Palazzo Barozzi.
Venne costruita per volontà dell’avvocato vignolese Giacomo Tosi-Bellucci, personaggio di spicco nella politica (fu anche sindaco di Modena) e nella cultura modenese del suo tempo, in analogia a quanto stavano realizzando tante altre famiglie importanti di Modena e a testimonianza dei propri successi e del proprio prestigio. Il grande edificio, che raggiunse il suo massimo splendore negli ultimi decenni dell’Ottocento, seguì poi la rapidissima parabola discendente della famiglia e già a pochi decenni dalla costruzione ne viene documentato il declino.
L’appuntamento, aperto a tutti gli interessati, è quindi per giovedì 16 febbraio, alle ore 17.00, presso la sala conferenze della Biblioteca comunale Francesco Selmi. Introdurrà Giampaolo Grandi, presidente del Gruppo di Documentazione Vignolese Mezaluna Mario Menabue.




