ROMA (ITALPRESS) – “Quella di dar vita a Virgin Fiber è stata una scelta dettata anche dal fatto che attualmente in Italia, secondo i dati Agcom, circa 14 milioni di persone sono connesse con tecnologia rame o misto rame, mentre solo 3,2 milioni di persone utilizzano una fibra pura. E’ quindi una scelta per ridurre il digital divide che c’è nel nostro paese e garantire a tutti una connessione stabile, veloce e ad alte prestazioni come quella che dà la fibra pura”. In un’intervista all’Italpress, Fabiano Pinto, Chief Commercial Officer di Virgin Fibra, nuova società del gruppo Virgin specializzata nel settore delle connessioni in fibra ottica e da cinque mesi sul mercato italiano, ha fatto il punto della situazione legata alle connessioni nel Bel Paese: “Il mercato ha dei grandi investimenti, privati come nel caso di Open Fiber, pubblici grazie al PNRR, l’obiettivo nei prossimi 5 anni è far sì che la maggior parte delle unità abitative possano essere connesse con fibra – ha spiegato – Open Fiber ci fornisce l’infrastruttura tecnologica, noi provvediamo alla commercializzazione e alla gestione del prodotto”.
Pinto ha spiegato quale sia la differenza tra connessioni in rame, in misto rame-fibra e in fibra ottica, sottolineando anche l’effetto green e sostenibile proprio dell’utilizzo di quest’ultimo tipo di cavi: “L’Adsl è la tecnologia in rame, dalle centrali dell’operatore fino alla casa del cliente il cavo che trasporta la connessione è di rame, per cui soggetto a riduzioni di performance dovuti, per esempio, agli effetti atmosferici – ha ricordato – Il misto rame-fibra è in fibra fino al cabinet, ma da questo all’utente finale si passa a un cavo in rame. La fibra pura parte dall’operatore di telecomunicazioni e arriva a casa del cliente con un unico cavo in fibra che garantisce una velocità 5 volte superiore. Per una connessione totalmente in rame o in misto ci sono apparati lungo il percorso che consumano energia, inoltre il rame è una risorsa difficile da reperire – ha ricordato Pinto – La fibra invece non prevede aggregatori, c’è così anche un impatto minore sulle emissioni”. “Le nuove tecnologie in fibra aiuteranno le persone a essere più connesse – ha chiosato – Quel che serve è più trasparenza nei confronti del consumatore”.

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