
“I dati della nostra Dermatologia sono quelli di un centro d’eccellenza – ha commentato il Direttore Generale Claudio Vagnini – come certifica il fatto che Circa il 20-25% dei pazienti che arrivano per screening di lesione melanocitaire vengono da fuori Regione – a dimostrazione della grande attrattività del Policlinico di Modena. Un’attività a cui si aggiunge tutta l’urgenza legata alle ferite difficili e la diagnosi e terapia delle malattie rare, tra cui ricordiamo l’epidermolisi bollosa di cui Modena è centro di riferimento a livello internazionale”.
“Le medicine specialistiche di due ospedali di terzo livello come il Policlinico e l’Ospedale Civile – ha precisato la prof.ssa Manuela Simoni, Direttore Dipartimento Medicine Specialistiche – offrono prestazioni di alta specializzazione che non sono disponibili in altri centri. È il caso della Dermatologia per la diagnostica avanzata e la terapia dei melanomi ed altre patologie dermatologiche per cui si offrono prestazioni di secondo e terzo livello. Per una patologia oncologica, guaribile se diagnosticata e trattata in tempo, è più che mai fondamentale il corretto invio dei pazienti. A questo scopo diventa centrale l’appropriatezza sia della richiesta che della prenotazione perché un’eccessiva mole di richieste inappropriate o non correttamente veicolate rischiano di intasare i centri di terzo livello con prestazioni che potrebbero essere effettuate altrove, togliendo risorse a quelle specifiche, oltre che aumentare le liste d’attesa delle prestazioni di primo livello. È un tema complesso che riguarda tutte le medicine specialistiche, una sfida per la sanità pubblica dei prossimi anni che possiamo vincere solo grazie all’implementazione delle reti e ad azioni che aumentino la consapevolezza di tutti, in modo da favorire un’alleanza diagnostica e terapeutica tra medici di medicina generale, centri di prenotazione, ospedali e pazienti.”
“Il Melanoma – spiega la prof.ssa Cristina Magnoni, Direttore f.f, della Dermatologia e Responsabile Chirurgia Dermatologica ad indirizzo oncologico e rigenerativo dell’AOU di Modena – è un tumore maligno che si origina dai melanociti che fanno parte, insieme ai cheratinociti, dell’epidermide e hanno il compito di produrre melanina, un pigmento che protegge dagli effetti dannosi dei raggi solari. Analogamente ai nevi il melanoma può insorgere su cute e su mucose, o, molto più raramente, dai melanociti posti in sedi extracutanee (occhio, meningi, orecchio interno). I principali fattori di rischio per il melanoma includono: il numero di nevi comuni e atipici, le caratteristiche fenotipiche come il colore della pelle e dei capelli (soggetti con pelle chiara e colore rosso o chiaro di capelli sono quelli che presentano il rischio maggiore), la storia familiare o personale di melanoma e/o carcinomi e lesioni precancerose e il pattern di esposizione alle radiazioni ultraviolette. È consigliabile controllare i nevi da un dermatologo con una periodicità che dipende da diversi fattori e che va valutata insieme al Medico di Medicina Generale. In caso di nevo sospetto il dermatologo può inviare il paziente a un centro di secondo livello come il nostro che svolge gli approfondimenti diagnostici e può rimuovere la lesione sospetta che viene inviata poi all’Anatomia Patologica. In caso di conferma della natura maligna della lesione, il paziente viene inserito nel percorso di trattamento e follow-up che prevede poi controlli periodici”.
“La diagnosi precoce di melanoma si effettua con la videodermatoscopia – ricorda la prof.ssa Francesca Farnetani Dermatologa dell’AOU di Modena e docente UNIMORE – ma nei casi più difficili con la Microscopia Laser Confocale. Siamo tra i pochi centri in Italia a svolgere questa metodica di diagnostica avanzata che consente da un lato di scegliere le lesioni da asportare con più precisione, evitando di operare quando non è necessario, dall’altro di identificare con più accuratezza diagnostica, i melanomi non evidenti agli esami di primo livello con la videodermatoscopia e permettere così una diagnosi precoce e accurata”.
CHIRURGIA E LINFONODO SENTINELLA
La chirurgia accompagna il paziente affetto da Melanoma Maligno in tutto il suo percorso. L’approccio chirurgico è infatti necessario per la diagnosi, per il trattamento del tumore primitivo, delle metastasi cutanee, viscerali e linfonodali e per la stadiazione attraverso la procedura del linfonodo sentinella. All’interno della AOU di Modena il paziente può accedere a tutti questi tipi di prestazioni chirurgiche grazie alla presenza della Struttura Dipartimentale di Chirurgia Dermatologica per la parte di sua competenza e alle Strutture di Chirurgia Generale e Chirurgie Specialistiche per il trattamento delle lesioni avanzate.





