
La scoperta è stata effettuata durante l’esecuzione di una contestuale attività di controllo fiscale, svolta nei confronti della società beneficiaria della manodopera illegale, al termine della quale i finanzieri hanno contestato al legale rappresentate l’impiego dei tre lavoratori, per i quali non aveva provveduto ad alcuna comunicazione obbligatoria relativa all’instaurazione del rapporto di lavoro, in violazione del D.L. 12/2002 recante “Disposizioni urgenti per il completamento dell’operazione di emersione di attività detenute all’estero e di lavoro irregolare”, per un totale di circa 8.000,00 euro.
Salgono così a 19 i lavoratori in nero scoperti da inizio anno, impiegati principalmente nel settore manifatturiero e della ristorazione, e a 16 i datori di lavoro per utilizzo di manodopera irregolare o in nero.
Il “lavoro nero” ed il suo pernicioso dilagare tra le maglie dell’economia legale, costituisce un grave ostacolo allo sviluppo economico del territorio, altera in maniera significativa la concorrenza e la corretta allocazione delle risorse, minando profondamente il concetto di uguaglianza sociale ed equità tributaria, baluardo costituzionale di ogni sistema di leggi a fondamento democratico.




