Cerame-Unie organizza la 29° edizione degli European Ceramic Days, che si tengono a Bruxelles dal 27 al 29 novembre, un momento di incontro tra i rappresentanti dell’industria europea della ceramica e gli europarlamentari, funzionari e responsabili delle politiche dell’Unione Europea, con l’obiettivo di favorire il dialogo e la conoscenza delle tematiche di attualità ed interesse. Quest’anno, durante la tre giorni belga, viene presentato il “CERAMIC MANIFESTO 2024-2029. Ensuring Europe’s Sustainability with ceramic manufacturing”, il documento che traccia le priorità della competitività del settore in vista delle prossime elezioni europee, disponibile da mercoledì sul sito.

Perché continui ad essere possibile produrre ceramica in Europa – un materiale fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità dell’UE – è necessario che siano attuate politiche di lotta al cambiamento climatico che tengano in massima considerazione anche la sostenibilità sociale ed economica lungo il percorso di decarbonizzazione. A questo si aggiunge la necessità di salvaguardare un’effettiva parità di condizioni all’interno e all’esterno del mercato unico dell’UE, con il rapido utilizzo di efficaci misure di difesa commerciale qualora fosse necessario.

Per garantire il futuro della ceramica in Europa, tra le priorità fondamentali per la legislatura 2024-2029 elencate nel Manifesto, si evidenzia l’indispensabile riforma del sistema ETS, la compensazione dei costi indiretti e l’eliminazione sia delle penalizzazioni per la cogenerazione che della speculazione sulle quote di emissione della CO2 (EUA). Sempre in tema di energia, l’auspicio è che si possa arrivare ad un accesso sicuro alle fonti energetiche green, a prezzi competitivi ed in un mercato europeo integrato.
Al differenziale negativo di carbonio delle ceramiche extra UE, da correggere in fase di import sul mercato comunitario attraverso il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), il Manifesto richiede che l’UE preveda anche misure per l’export, tali da consentire ai produttori comunitari di rimanere competitivi sui mercati internazionali.
Il documento si posiziona inoltre in favore dell’adozione di politiche neutre per i materiali da costruzione, che tengano conto di una valutazione dell’intero ciclo di vita – sia a livello di edificio che dei prodotti, a partire dalla durabilità degli stessi -, oltre all’adozione di politiche e standard armonizzati in tutta l’UE. Si rimarca la necessità che tutti i percorsi decisionali debbano basarsi sulle evidenze della ricerca scientifica.

Alla confederazione europea Cerame-Unie, che riunisce i produttori industriali di piastrelle di ceramica, ceramica sanitaria, laterizi, stoviglie, materiali refrattari, ceramica tecnica, tubazioni in gres e prodotti in argilla espansa, aderiscono 29 nazioni europee.









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