
Le province dell’Isola più “distratte” sono quelle di Bologna, Modena e Parma. Nel dettaglio, sono le donne emiliano-romagnole a danneggiare maggiormente i propri telefonini rispetto agli uomini (49,3% contro il 48,5%). L’età media degli utenti meno accorti e che si rivolgono a un centro di riparazione per smartphone è quella compresa nella fascia dai 35 ai 44 anni (25,8%), seguita da quella tra i 25 e 34 anni (23,7%). Di contro, le persone con più di 65 anni di età si attestano come le più zelanti con “solo” il 5,3% di richieste di assistenza. Le cause per cui gli emiliani e romagnoli si sono rivolti, nel 2023, ai centri di assistenza per sistemare i propri telefonini sono dovute a “cadute accidentali” (21,37%), “ricarica impropria” (19,88%), “familiari/amici/bambini” (16,82%) e “utilizzo in acqua” (12%).
Nel 21% dei casi, i danneggiamenti sono avvenuti in aree aperte, locali notturni o in palestra; nel 24% dei casi sono avvenute su mezzi di trasporto pubblici e privati, mentre nel 17% in casa e per il 12% nei luoghi di lavoro o di studio. Per quanto riguarda la tipologia di danni, oltre il 33% delle riparazioni è stato richiesto per sistemare la batteria, seguite dal 32% per danneggiamenti allo schermo. L’orario della giornata più a rischio è quello compreso nella fascia 9,00/12,00 (quasi il 27%), seguito dalla fascia oraria 12,00/15,00 con il 19% dei danneggiamenti. Il giorno “nero” per i telefonini emiliano-romagnoli è il mercoledì (quasi il 19% di richieste di intervento nel 2023) seguito dal martedì (17%) e dal lunedì (poco meno del 16%).




