Si chiamano DAT, Disposizioni Anticipate di Trattamento e per i cittadini significa la possibilità, definita da una legge nazionale del 2017, di esprimere l’accettazione o il rifiuto di determinati trattamenti sanitari. Fin da quando è stata promulgata la legge, l’Azienda USL di Modena assieme ai cittadini del Comitato consultivo misto del Distretto sanitario di Modena, ha creato un gruppo di lavoro per agevolare l’utilizzo di questo importante strumento, da cui è nato un opuscolo informativo.

A fronte di un aggiornamento normativo l’opuscolo è stato aggiornato  con nuovi contenuti che saranno presentati nel corso del convegno ‘Disposizioni Anticipate di Trattamento, conoscere per scegliere’ in programma il 29 marzo nella Galleria Europa, Piazza Grande 17, dalle 17 alle 19: interverranno il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, il Direttore sociosanitario dell’Azienda USL di Modena Andrea Fabbo, il Direttore del Distretto sanitario di Modena Andrea Spanò, il presidente del Comitato consultivo misto interaziendale Luciano Sighinolfi e a seguire ci saranno contributi di esperti quali Eleonora De Marco vicepresidente della Fondazione di Modena, le assessore del Comune di Modena Ludovica Carla Ferrari e Roberta Pinelli, la vice presidente del Comitato consultivo misto di Modena Ivonne Pavignani, il medico di medicina generale del Distretto di Modena Cristina Poppi, la consulente dei servizi demografici del Comune di Modena Marilena Vincetti.

Nell’opuscolo informativo, che sarà presentato durante il convegno, sono contenute tutte le informazioni sulle DAT elaborate dal gruppo di lavoro: cosa sono le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento, quali trattamenti sanitari si possono indicare, come esprimere la propria volontà (tra le modalità vi è la scrittura privata semplice che viene consegnata all’ufficio di Stato civile del Comune di residenza) e in cosa consiste il Registro nazionale delle DAT, la novità normativa entrata in vigore nel 2020. Grazie al Registro è stata creata una Banca dati nazionale che raccoglie e custodisce le DAT di tutti coloro che le hanno depositate: in questo modo, in caso di necessità, un medico può accedere immediatamente alla Banca dati e sapere quali sono le volontà del paziente.

Una tematica di grande interesse per i cittadini considerando che nel Comune di Modena le DAT, dall’istituzione al 29 febbraio 2024, sono 1.441 e la fascia di età più numerosa è quella dai 31 ai 65 anni per entrambi i generi.

Il Distretto sanitario di Modena assieme ai cittadini del Comitato consultivo misto (l’organismo, composto per larga parte da cittadini ma anche da rappresentanti dell’Azienda sanitaria, che ha compiti di verifica, supporto, proposta sui servizi sanitari) e al Comune di Modena conduce un importante lavoro di monitoraggio della normativa e aggiornamento dei materiali informativi per rendere questo strumento più comprensibile e accessibile ai cittadini.

Il libricino si può trovare presso gli Uffici di Stato Civile dei Servizi demografici e sul sito web del Comune di Modena ( https://www.comune.modena.it/dat ).

L’iniziativa del Comitato Consultivo Misto del Distretto di Modena ha avuto come scopo preminente quello di  facilitare la conoscenza delle normative nazionali entrate in vigore, attraverso un lavoro di traduzione con e per i cittadini in un linguaggio accessibile, che mettesse la popolazione in grado di poter scegliere, scientemente,  se usufruire delle Disposizioni Anticipate di Trattamento – commenta il Direttore del Distretto sanitario di Modena Andrea Spanò  (foto) le DAT sono il documento con il quale la persona, maggiorenne e capace, esprime la propria volontà in merito ai trattamenti sanitari che vuole o non vuole le vengano praticati qualora si trovasse in una situazione in cui non possa dare/negare il proprio consenso.

In partnership con il Comune di Modena, dopo un lungo lavoro di approfondimento, si è confezionato un aggiornamento della brochure, già prodotta nel 2019, contenente una serie di domande/risposte ed un glossario dedicato che si sono ritenuti utili ai cittadini per comprendere che cosa sono le DAT e, soprattutto, dove e perché redigerle.”