
Si tratta di un fatto estremamente preoccupante, ancora più grave perché avviene all’interno degli spazi espositivi di un ente che dovrebbe assicurare controlli anche sulle attività che ospita. Riteniamo che i controlli preventivi sulla regolarità contrattuale e contributiva debbano essere la premessa per concedere gli spazi in un luogo come la Fiera di Bologna.
Da tempo è pendente un impegno sottoscritto da CGIL-CISL-UIL confederali e della categoria del commercio, che prevede il rinnovo dell’attuale “Protocollo di intesa in materia di appalti, legalità, sviluppo e qualità del lavoro” con BolognaFiere, siglato anche dagli Enti azionisti pubblici, scaduto il 5 agosto 2023.
L’impegno al rinnovo risale ad un anno fa e a novembre 2024 è stata inviata dalle Organizzazioni sindacali confederali e di categoria un sollecito. Si tratta di un impegno a realizzare un confronto sul nuovo Piano di sviluppo e sugli interventi nel quadrante strategico della città riguardanti l’Ente fieristico. Soprattutto, il confronto dovrà riguardare il fondamentale capitolo inerente il lavoro e gli appalti.
Il protocollo deve contenere, oltre ai controlli sulla regolarità contrattuale dei dipendenti, anche l’obbligo della giusta applicazione dei CCNL, sistemi di sicurezza sul lavoro e trattamenti economici adeguati.
Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità e garantire che situazioni del genere non accadano mai più.
Quanto emerso con l’importante operazione della Guardia di Finanza rende doveroso e non più procrastinabile l’avvio del confronto”.
Così CGIL-CISL-UIL Bologna




