
In particolare, dopo aver avvicinato un uomo, con il pretesto di effettuare una donazione lo hanno indotto ad inquadrare un QR Code. A quel punto gli agenti sono intervenuti procedendo alla loro identificazione, constatando non solo che le due donne non erano sorde, ma che inquadrando il QR-Code lo stesso portava all’apertura sul cellulare di una pagina che richiedeva dati bancari sensibili.



