
La delibera è stata presentata dalla vicesindaca e assessora alle Politiche abitative e al Piano Casa Francesca Maletti ed è stata approvata con il voto a favore di Partito Democratico, Alleanza Verdi-Sinistra, Movimento 5 stelle, Modena Civica e Fratelli d’Italia. Astenuti Lega Modena, Forza Italia e Modena in ascolto.
Il cambio di destinazione d’uso temporaneo con finalità pubblica si configura nella cornice normativa tracciata dal Pug del Comune di Modena e dalla legge regionale ed è inserito nell’ambito del Piano Casa, uno strumento che mira a garantire il diritto all’abitare e a favorire l’accesso alla casa: “La casa a Modena è un problema non solo per i cittadini meno abbienti o per una singola categoria di persone, ma per una fascia sempre più ampia e diversificata di popolazione – afferma Francesca Maletti -. Accanto a nuclei e singoli in difficoltà economica ci sono sempre più famiglie con reddito che non riescono ad accedere al libero mercato, lavoratori e studenti fuori sede”. Da queste premesse ha preso il via il percorso che consente di destinare alla locazione immobili del terziario attraverso un cambio di utilizzo temporaneo: “Stimiamo, infatti – continua Maletti – che, dei 3.800 locali adibiti a ufficio che ci sono in città, oltre la metà siano sfitti”.
Il cambio d’uso può avvenire, quando ammesso dal piano urbanistico generale, nei tessuti urbani della città storica, ovvero nel centro urbano più antico e nella periferia storica; nei contesti prevalentemente residenziali e terziari della città da qualificare ad esclusione dei contesti produttivi, dei grandi poli commerciali; della città in trasformazione e della città pubblica, dove si concentrano gli edifici specialistici e le attrezzature pubbliche e i servizi privati di alta specializzazione. La possibilità di trasformazione dell’uso a residenza temporanea non è ammessa ai piani terra degli edifici aderenti a spazi pubblici, se non come collegamento all’unità abitativa posta al piano superiore e in assenza di accesso diretto dallo spazio pubblico, e ai piani terra degli edifici in centro storico, con esclusione delle corti interne.
Il proprietario dell’edifico dovrà sostenere eventuali costi per opere di adeguamento reversibili (per esempio tramezzature interne in cartongesso) e, previa verifica dell’esistenza dei requisiti di sicurezza e igienico-sanitari, Agenzia Casa si farà garante della locazione a canoni calmierati. Le opere di adeguamento possono essere valutate preventivamente dall’Agenzia, anche in ragione dei futuri nuclei utilizzatori, affinché si tengano conto delle specifiche esigenze o caratteristiche di tali nuclei.
Il Comune, da parte sua, si impegna a gestire gli aspetti condominiali e le relazioni con gli amministratori di condominio; effettuare pagamenti puntuali del canone di locazione alle scadenze concordate; rimborsare al proprietario il 50% delle spese di registrazione del contratto; pagare le spese accessorie in caso di inadempienza del conduttore; riconsegnare l’immobile allo scadere del contratto di locazione e comunque entro il termine di scadenza della convenzione; garantire al proprietario la tariffa IMU agevolata e contribuire per il ripristino dello stato di fatto originario dell’immobile, al momento dell’acquisizione da parte di Agenzia Casa. La gestione dell’unità immobiliare avviene nel rispetto del Regolamento Agenzia Casa e del Protocollo Operativo per il funzionamento dell’Agenzia Casa vigenti.




