Il ritardo con cui è stata soccorsa, nei giorni scorsi, una turista colpita da un grave malore a Fanano, in provincia di Modena, ha riacceso la discussione sulla necessità della presenza di un medico sulle ambulanze. Viene infatti proposta da più parti la possibilità di sostituire il medico con altre figure professionali. Un’eventualità categoricamente rifiutata dalla Federazione Cimo-Fesmed.

«La figura del medico nel servizio del 118 è insostituibile – dichiarano Marco Gaspari Pellei, Segretario Cimo Fesmed per la Provincia di Modena, Salvatore Lumia, Presidente regionale Cimo-Fesmed Emilia Romagna, e Luciano Mazzoleni, Vicesegretario Cimo-Fesmed Modena – in quanto è l’unica figura professionale in grado di gestire la prestazione medico-sanitaria intervenendo nel modo più adeguato rispetto alle necessità del paziente e valutando diagnosi differenziali, complicanze e variabili che sfuggono ai protocolli».

«Non basta applicare un protocollo per salvare la vita di una persona – aggiungono -, perché le situazioni davanti alle quali si trova un medico del 118 non possono essere ricondotte interamente a protocolli. Solo la formazione e l’esperienza di un medico consentono di agire nel modo corretto. Non è dunque possibile modificare l’organizzazione del soccorso sanitario escludendo la presenza di un medico, a maggior ragione in località critiche perché distanti dai presidi ospedalieri: così facendo aumenta il rischio di complicazioni per il paziente, soprattutto nel caso di patologie tempo-dipendenti (come ictus o infarti) che richiedono interventi immediati per evitare tragiche conseguenze. Discussioni di questo tipo non fanno che determinare inutili e dannosi conflitti tra professioni sanitarie» concludono.