“Sono sempre di più le persone che si rivolgono ai nostri sportelli che ricevono chiamate da numeri ufficiali della propria banca o in alcuni casi addirittura dei carabinieri, ma dietro le voci rassicuranti si nasconde una truffa tecnologica spietata”. Ad annunciare l’intensificarsi di questa spietata truffa è Ettore Di Cocco,  Presidente regionale della Lega Consumatori che sta svolgendo una intensa campagna di informazione per debellare questo tipo di raggiri.

Si presenta come una telefonata urgente da parte della propria banca. Sul display compare il numero corretto, quello che magari si conosce da anni e la voce dall’altra parte avvisa che in corso un tentativo di frode, “c’è stato un bonifico sospetto. Bisogna trasferire il denaro su un conto sicuro prima che venga rubato”. E’ l’inizio di una delle truffe più subdole e pericolose degli ultimi tempi, resa possibile dalla tecnica dello spoofing, che consente ai truffatori di mascherare il proprio numero di telefono con uno reale. L’illusione è quella di parlare con un operatore bancario, e se si mostra diffidenza, la trappola si fa ancora più sofisticata. Dopo pochi minuti arriva una seconda chiamata, questa volta da un numero che risulta appartenere alla stazione locale dei carabinieri.

Un finto maresciallo conferma la versione dell’operatore bancario e invita a collaborare per evitare ulteriori danni. Una volta convinta, la vittima trasferisce il denaro su conti, esteri o specifici e quando si accorge dell’inganno è troppo tardi a lanciare l’allarme.

La Lega Consumatori evidenzia come questa sia una truffa che colpisce quotidianamente ed estremamente reale perché molto convincente anche nei confronti delle persone accorte e tese a verificare la realtà delle informazioni. E sottolinea come  “fortunatamente l’Autorità per le comunicazioni (Agcom) ha di recente approvato nuove misure per garantire maggiore trasparenza nei servizi di comunicazione elettronica e per contrastare lo spoofing tramite l’introduzione di sistemi di blocco per impedire chiamate provenienti dall’estero che mostrano falsamente un numero italiano. Gli operatori saranno tenuti a bloccare queste chiamate, a meno che non provengano da utenti realmente in roaming. Ma quello che è certo che i truffatori cercheranno sicuramente di aggirare tali provvedimenti e quindi: massima attenzione! Anche perché le banche non chiedono mai di trasferire denaro telefonicamente, né di comunicare codici personali. Lo stesso vale per le forze dell’ordine che non intervengono mai via telefono su operazioni bancarie”. Infine, ecco le cinque regole d’oro su come difendersi:

  • Non fidarsi del numero visualizzato sullo schermo: può essere falso;
  • Mai effettuare bonifici su richiesta telefonica. Non comunicare codici otp o credenziali nemmeno se a chiederli sembra la banca;
  • In caso di dubbio, riattaccare e chiamare la propria Banca o i Carabinieri ai numeri ufficiali con l’utilizzo di un altro apparecchio, non dal proprio;
  • Segnalare immediatamente l’accaduto alla polizia postale o all’autorità presentando  regolare denuncia-querela
  • Il consiglio finale, semplice ma essenziale: informare familiari e amici, soprattutto le persone più anziane. In questi casi l’informazione è la prima vera forma di difesa.