
La Procura della Repubblica richiedeva e otteneva dal GIP l’applicazione nei confronti dell’uomo della misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla vittima, prescrivendogli di non avvicinarsi all’abitazione della donna e ai luoghi dalla medesima frequentati, mantenendo una distanza di 1000 metri e di non comunicare con qualsiasi mezzo e in qualsiasi modo con la persona offesa disponendo l’applicazione del braccialetto elettronico. Provvedimento di natura cautelare poi eseguito dai carabinieri della stazione di Quattro Castella che hanno condotto le indagini.
A distanza di pochi mesi, l’uomo, avrebbe violato le prescrizioni alla quale era sottoposto, contattando la vittima telefonicamente e in via continuativa (anche 50 volte al giorno), chiedendole di ritirare la denuncia e dicendo che “viva o morta sarebbe stata sua”. Le inviava anche numerosi messaggi di tenore minatorio o comunque insistente, accusandola di tradirlo e non ultimo, secondo quanto accertato dai carabinieri, avrebbe violato una volta il divieto di avvicinamento. Condotte che segnalate dai Carabinieri alla Procura, quest’ultima richiedeva e otteneva dal GIP la sostituzione dell’attuale misura del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa con l’applicazione della misura cautelare in carcere nei confronti del 47enne. L’altro pomeriggio i carabinieri della stazione di quattro Castella, ricevuto il provvedimento, vi davano esecuzione arrestando l’uomo che al termine delle formalità di rito veniva condotto presso la casa circondariale di Reggio Emilia.




