Dopo l’approvazione dello scorso 27 ottobre da parte del Consiglio Comunale di Reggio Emilia, sabato 17 gennaio, alle ore 11, Palazzo dei Musei ospiterà un convegno pubblico dedicato alla presentazione della Carta delle potenzialità archeologiche, il nuovo documento integrativo al PUG (Piano Urbanistico Generale) e al Regolamento edilizio, finalizzato all’introduzione di un ulteriore livello di salvaguardia e tutela del patrimonio storico-culturale presente sul territorio.
L’obiettivo è conciliare lo sviluppo del territorio con la tutela e la valorizzazione delle testimonianze archeologiche presenti nel sottosuolo che potrebbero subire danneggiamenti, o andare incontro a distruzione, in occasione di lavori di scavo. In quest’ottica, il documento offre un preciso quadro normativo di riferimento fungendo da guida per tutti gli interventi che interessano il sottosuolo e definendo regole precise a seconda della profondità a cui si interviene.
Dopo i saluti istituzionali di Marco Mietto, Assessore a Cultura e Giovani del Comune di Reggio Emilia, e l’apertura dei lavori da parte di Carlo Pasini, Assessore a Servizio Pianificazione Urbanistica e Edilizia Privata, il convegno entrerà nel vivo con gli interventi di Annalisa Capurso, della Soprintendenza ABAP per le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, che illustrerà metodologie e obiettivi della Carta delle potenzialità archeologiche. A seguire, Marina Parmiggiani, architetto del Servizio Pianificazione Urbanistica e Edilizia Privata del Comune di Reggio Emilia, inquadrerà la Carta dal punto di vista procedurale e normativo. L’archeologo Nicola Cassone contestualizzerà la Carta nelle specificità del territorio reggiano. Chiuderanno i lavori gli interventi di Andrea Anceschi e Mariapia Terenziani, responsabili dei processi informatici WEBgis del Servizio Pianificazione Urbanistica e Edilizia Privata del Comune di Reggio, che inquadreranno la Carta rispetto al sistema informatico disponile e alle piattaforme online.
LA CARTA DELLE POTENZIALITÀ ARCHEOLOGICHE – La Carta si basa su una mappatura del territorio comunale che, integrando dati storici, archeologici, geomorfologici e risultati di indagini non invasive come geofisica e aerofotogrammetria, attribuisce a ogni area un grado di rischio archeologico classificato in categorie (alto, medio, basso) e identificando, quindi, le zone in cui sussiste un’alta probabilità di intercettare contesti archeologici. Il documento, realizzato attraverso la collaborazione tra il Comune di Reggio Emilia, la Soprintendenza ABAP di Bologna e un comitato scientifico che annovera, oltre ai Musei Civici, studiosi esperti in vari ambiti, offre un importante quadro di riferimento normativo e serve da guida per i tecnici nell’ambito di interventi edilizi e infrastrutturali. Nel corso degli anni, infatti, le ricerche hanno permesso di riportare alla luce importanti testimonianze del passato e antiche vestigia della città e del suo territorio, oggi conservate nei Musei Civici o nei depositi, in attesa di nuove opportunità di studio e valorizzazione.
Un progetto che testimonia la preziosa sinergia tra Comune di Reggio Emilia e Soprintendenza, nonché l’impegno nel preservare l’equilibrio virtuoso tra tutela archeologica e sviluppo urbanistico con l’obiettivo di valorizzare i luoghi e le comunità che li abitano.
Fino al 19 gennaio è possibile depositare pareri e osservazioni rispetto a quanto stabilito dalla Carta collegandosi al link https://rigenerazione-strumenti.comune.re.it/strumenti-di-attuazione-3/cpa/. Una volta completata l’istruttoria e valutate le osservazioni pervenute, la Carta sarà nuovamente discussa in Consiglio Comunale per la sua definitiva approvazione prevista a primavera 2026.




