La Polizia di Stato di Bologna ha tratto in arresto in flagranza di reato un uomo italiano di 43 anni che, nella mattinata del 15 gennaio 2026, si è reso responsabile di una truffa aggravata ai danni di una donna anziana e di un ulteriore tentativo di raggiro ai danni di un altro cittadino, entrambi avvenuti nella stessa mattinata in due diverse zone della città.

L’uomo, pluripregiudicato e già arrestato altre due volte per truffa ad anziani con sottoposizione agli arresi domiciliari fino a marzo 2025, è stato fermato dalla Squadra Mobile di Bologna nel corso di un’operazione che si inserisce in un più ampio monitoraggio del fenomeno che la Polizia di Bologna sta mettendo in atto, soprattutto nelle aree in cui si registrano maggiori casi, come nei quartieri Bolognina, Porto e Navile.

Nel corso della mattina di giovedì 15 gennaio, gli investigatori della Squadra Mobile, dopo aver approfondito alcune segnalazioni relative a tentativi di raggiri giunte su linea 113, nei pressi di via Procaccini notavano un uomo con fare sospetto che si aggirava all’interno di un complesso condominiale. L’uomo, che intratteneva un’animata conversazione telefonica, si spostava velocemente verso Via di Vincenzo e successivamente in Via Serlio, per poi prendere l’autobus e giungere in prossimità di Via del Porto.

Lì, seguito a distanza dagli operatori, veniva visto nell’atto di citofonare insistentemente alla pulsantiera di un condominio, chiedendo più volte ad una donna di farsi aprire. Dopo essere entrato, passato qualche minuto, il soggetto veniva visto scendere frettolosamente le scale condominiali, nonostante la presenza di un ascensore, per provare ad allontanarsi velocemente ma veniva immediatamente bloccato dagli Agenti in borghese appostati.

All’interno del condominio, i poliziotti rintracciavano una donna di 58 anni, residente nello stabile, visibilmente scossa e in stato confusionale, ferma sull’uscio della porta della sua abitazione. La donna riferiva di essere stata contattata telefonicamente da un presunto appartenente all’Arma dei Carabinieri che, con il pretesto di una rapina commessa con un’auto avente targa clonata e coincidente con la sua, l’aveva convinta a raccogliere tutto il denaro contante e i monili in oro presenti in casa per evitare guai legali. Poco dopo, un presunto “collega” del truffatore, si era presentato presso l’abitazione della donna, che agitata per quanto raccontato, aveva raccolto 1650 euro in contanti oltre che diversi monili in oro e li aveva consegnati all’uomo, fortunatamente poi bloccato dalla Squadra Mobile. Tutti i beni sottratti alla donna venivano rinvenuti nella disponibilità dell’arrestato e venivano restituiti alla vittima.

Da ulteriori accertamenti si appurava, inoltre, che l’uomo aveva tentato di commettere un’ulteriore truffa poco prima in via Procaccini, ai danni di un uomo classe 55, evidenziando un identico modus operandi basato su chiamate telefoniche intimidatorie e sull’intervento diretto di un “delegato” incaricato del ritiro di denaro e preziosi. Fortunatamente il tentativo non andava a buon fine grazie alla prontezza della vittima, che non consentiva l’accesso alla propria abitazione dell’uomo.