Sabato 24 gennaio, la città di Modena ha ospitato la semifinale interregionale della FIRST LEGO League Challenge, una delle più prestigiose competizioni internazionali di robotica educativa e innovazione, svoltasi presso l’Istituto Sacro Cuore. All’evento hanno partecipato 15 team e circa 150 ragazze e ragazzi, impegnati nella sfida sul tema stagionale “UNEARTHED™”, dedicato al mondo dell’archeologia.
Le scuole della provincia di Reggio Emilia si sono distinte ottenendo risultati di grande rilievo a conferma dell’elevato livello di preparazione scientifica, tecnologica e formativa che caratterizza il nostro territorio.
Protagonista l’Istituto di Istruzione Superiore “Cattaneo-Dall’Aglio” di Castelnovo ne’ Monti, che con il team “Scarriolati” ha conquistato il 3° posto nella gara di robotica e il prestigioso Premio Robot Design, grazie a un robot solido, efficiente e sviluppato con principi di programmazione avanzata.
Ottimi risultati anche per l’Istituto Comprensivo “Ligabue” di Reggio Emilia: la squadra “Legobue” ha ottenuto il Premio Stella Nascente, riservato ai team che dimostrano un forte potenziale di crescita futura.
Anche gli altri team reggiani in gara, i “Ligabue” e i “Non solo Legoats”, sono stati premiati ricevendo il Premio Motivazione, riconoscimento assegnato per lo spirito di squadra, l’entusiasmo e l’adesione ai valori della competizione per l’eccellente collaborazione e il clima positivo dimostrato durante la gara.
La FIRST LEGO League Challenge coinvolge ragazzi dai 9 ai 16 anni e valuta le squadre in quattro ambiti: Robot Game, Robot Design, Innovation Project e Core Values, ciascuno con pari peso nel punteggio finale. L’esperienza consente agli studenti di sviluppare competenze fondamentali come ingegneria, problem solving, lavoro di squadra, leadership e comunicazione. A livello nazionale hanno partecipato ben 365 squadre, ciascuna composta da circa 10 ragazzi.
I risultati ottenuti dalle squadre reggiane dimostrano come la tecnologia e la robotica educativa possono essere potenti strumenti di crescita personale e collettiva, capaci di unire eccellenza tecnica, creatività e valori come collaborazione, inclusione ed empatia.
Nell’edizione di quest’anno, intitolata Unhearted, la First Lego League, invita gli studenti a esplorare il passato per comprendere meglio il futuro. Ispirate da questo tema, le squadre sono state chiamate a riflettere su come le scoperte archeologiche, scientifiche e culturali abbiano contribuito allo sviluppo delle conoscenze umane e su come le tecnologie moderne possono supportare la ricerca, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e ambientale. L’argomento stimola un approccio interdisciplinare che unisce scienza,
tecnologia, storia e innovazione, incoraggiando i ragazzi a progettare soluzioni creative e sostenibili, capaci di portare alla luce nuove idee e prospettive, nel rispetto delle radici e dell’identità dei territori.
I due team dell’IC Ligabue, sono formati da alunne e alunni delle classi quarte e quinte delle scuole primarie (San Giovanni Bosco, Calvino e Don Milani) e delle prime e seconde della scuola media Dalla Chiesa, a questi si aggiungono i due mentori Mateo Mendoza e Pablo Bellelli, ex studenti dell’Istituto, che da anni partecipano alla competizione.
Nel lavorare al proprio progetto innovativo da proporre ai giudici, il team “Legobue” ha ideato un prototipo di robot esploratore chiamato “Bobby”. Questo robot serve agli archeologi e alle archeologhe per potere misurare e visionare e i siti archeologici sotterranei durante o alla fine degli scavi. Bobby può infatti passare tra piccole fessure e arrivare dove nessuno riuscirebbe o dove sarebbe troppo pericoloso andare. Utilizzando i suoi sensori, percorre il perimetro del sito archeologico trasmettendo all’esterno le immagini raccolte dalla sua videocamera.
Il secondo progetto innovativo, messo a punto dalla squadra “Ligabue” è volto invece all’inclusione: partendo dai loro spazi scolastici quotidiani, i ragazzi e le ragazze hanno realizzato delle mappe tattili che permettono alle persone non vedenti di orientarsi. L’idea è stata trasferita poi agli ipotetici spazi di un sito archeologico. Per sviluppare la loro idea, i ragazzi si sono fatti consigliare dai soci e dai volontari dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) di Reggio Emilia invitandoli una mattina all’interno del loro laboratorio STEM. Le mappe sono state realizzate con i pezzi LEGO e con la stampante 3D.
Le squadre del Cattaneo Dall’Aglio hanno rappresentato le seconde e le terze degli indirizzi tecnici e sono state guidate da due studenti di quinta, Mattia Schianchi e Cristian Cattoi, che hanno maturato esperienza nelle edizioni precedenti della First Lego League. La squadra delle seconde, chiamata “Scarriolati”, ha presentato il progetto di una carriola motorizzata da utilizzare all’interno degli scavi archeologici. Questo progetto presenta alcuni aspetti innovativi riguardanti la gestione autoregolata del cassone e dell’altezza dei piedini della carriola. Il team delle terze, i “Non solo LeGoats”, ha studiato invece la fattibilità di un piccone sensibile che permette di non distruggere gli eventuali reperti archeologici al momento del loro rinvenimento.




