Fornaciari, Zanni, Fabi, Tortini e Rabitti

La Regione Emilia-Romagna, attraverso la stipula delle nuove convenzioni con le Ausl delle diverse province, ha riconosciuto un incremento di risorse da destinare all’Istituto regionale “G. Garibaldi” per i Ciechi, istituzione educativa di Reggio Emilia che dal 1883 opera a favore dell’educazione e dell’integrazione di bambini e ragazzi minorati della vista.

Da quest’anno scolastico, il rimborso per la copertura dei costi sostenuti per le prestazioni messe a disposizione di ogni giovane utente con disabilità visiva passa da 800 euro a 1.250 euro. Un aumento significativo che, tuttavia, non è sufficiente a sostenere l’intero costo annuale del programma personalizzato di cui usufruisce ogni singolo utente, che mediamente è di circa 4500 euro.

L’Ente, infatti, offre tutte le attività a titolo completamente gratuito. L’istituto, a parte alcuni contributi riconosciuti da privati, aziende ed enti privati, non percepisce altre forme di finanziamento pubblico. Solo grazie ad un’oculata gestione del patrimonio immobiliare di proprietà, lo storico Istituto reggiano riesce a garantire gratuitamente progetti individuali e qualità delle prestazioni. E, nonostante il costante aumento delle complessità diagnostiche, in cui la minorazione visiva è concomitante ad altre fragilità, e le richieste di accesso all’Istituto crescano in modo esponenziale, la mancanza di ulteriori risorse limita fortemente l’espansione del servizio.

In oltre 140 anni di attività, l’Istituto ha accolto migliaia di giovani con disabilità visiva provenienti da tutto il territorio nazionale. Attualmente l’Istituto opera a livello regionale e segue 91 utenti: 46 di Reggio Emilia, 22 provenienti da Modena, 17 da Parma, 3 da Piacenza, 2 da Bologna, 1 da Forlì Cesena.

Si tratta di bambini e ragazzi di età compresa tra 0 e 18 anni, a cui l’Istituto dedica fin dalla più tenera età progetti educativi individuali, completamente gratuiti, finalizzati a favorire l’autonomia e la piena integrazione scolastica e sociale.

L’Istituto, attraverso il centro di consulenza tiflopedagogica (disciplina che si occupa di strategie educative per i non vedenti) offre attività di tiflodidattica, musicoterapia, informatica, neuropsicomotricità infantile, orientamento e  mobilità,  autonomia personale, avviamento allo sport, attività laboratoriali di gruppo e campi estivi e residenziali. Gli operatori del servizio – attraverso un importante lavoro di equipe che mette in rete famiglia, scuola e istituzioni – accompagnano costantemente i ragazzi nel loro percorso di apprendimento. L’Istituto organizza inoltre corsi di formazione sulla disabilità visiva rivolti a insegnanti di sostegno ed educatori.

I dettagli delle convenzioni con le Asl provinciali, a seguito dell’incremento di risorse fissato dalla Regione Emilia-Romagna, sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato Stefano Tortini, presidente dell’Istituto regionale per i Ciechi “Giuseppe Garibaldi”, Massimo Fabi, assessore regionale alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna, Davide Fornaciari, direttore generale dell’Azienda USL IRCCS di Reggio Emilia, Giorgio Zanni, presidente della Provincia di Reggio Emilia, Annalisa Rabitti, assessore a Cura delle persone del Comune di Reggio Emilia.

Erano inoltre presenti le consigliere regionali Laura Arduini e Anna Fornili, la consulente dell’assessore regionale Fabi, Ottavia Soncini, e la dottoressa Teresa Coppola, direttore dell’Area giuridico-amministrativa dell’Azienda ospedaliera universitaria di Parma.